Lavorare con il cavalletto, per quanto ingombrante e scomodo sia, ha i suoi vantaggi.
Anche in questa era di alta sensibilità ISO e ottiche stabilizzate (se non addirittura fotocamere), il cavalletto risulta insostituibile in molte situazioni.
Scattare con sensibilità più bassa significa contenere il rumore ed avere una immagine più pulita. Inoltre, talvolta, le ottiche stabilizzate non offrono le prestazioni volute.
Esiste anche un altro grande vantaggio: si possono acquisire più scatti del soggetto con identico framing.
Le foto con identico framing possono essere facilmente sovrapposte in programmi come Potoshop e anche Gimp.
Che ci faccio con la sovrapposizione?
Per esempio, riferendomi in parte al mio post “Luci per foto da studio” , posso sovrapporre scatti realizzati con condizioni di luce differente, ottenendo così il meglio dalle varie pose.
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Nel mio post “Jpeg o RAW“, ho evidenziato il modo in cui i dati di luminosità dei pixel sono valutati e ho confrontato le diverse risoluzioni di luminosità tra RAW e JPEG.
A partire dalla tabella che mostrava la risoluzione di luminosità disponibili per ogni livello di EV dell’immagine, concludevo che è comunque preferibile, sopratutto nel caso del formato RAW, esporre per la maggior luminosità possibile anche se la foto acquisita risulta molto chiara, senza ovviamente saturare le parti interessanti dell’immagine a luci più alte.
Questo approccio permette di ottenere la migliore risoluzione in termini di luminosità; lavorando con il software di processo dell’immagine con 16 bit di risoluzione, correggendo alla fine l’esposizione, si potrà ottenere un risultato qualitativamente migliore riducendo al minimo problemi come la posterizzazione.
Se poi il “RAW” non dovesse richiedere elaborazioni, la semplice correzione di esposizione effettuata col software di conversione della macchina o con “Camera Raw” di Photoshop, riporterà il risultato finale al livello di luminosità richiesto senza peggiorare la qualità dell’immagine.
In realtà esiste una ragione aggiuntiva per “sovraesporre” l’immagine: il problema del rumore.
Nei sensori utilizzati dalle fotocamere il rumore è funzione della radice quadrata Read the rest of this entry »
