Leggendo le notizie apparse ieri sui blog di informazione ho avuto un soprassalto; mi sono stropicciato gli occhi, pensavo di avere sbagliato link ed essere finito in un blog di satira.
La causa di tanto stupore sono state le dichiarazioni riportate di Giulio Tremonti relativamente al Posto Fisso.
In queste si sottolinea come la mobilità non sia di per se un valore e che il “posto fisso” offre la possibilità di pianificare e costruire la propria vita.
Dove il “posto fisso” crea stabilità e comunità, la precarietà crea disgregazione e insicurezza.
Non ho nulla di particolare da eccepire a queste dichiarazioni; Read the rest of this entry »
Un fondo di Panebianco sul Corriere della Sera di Lunedì tenta di riproporre il tema della diminuzione delle tasse.
Se, pragmaticamente, si può sottolineare come questo non sia un momento buono, alcune sue argomentazioni richiedono però alcune riflessioni.
E’ primo a riconoscere che il problema delle tasse non è l’unico a frenare la crescita del paese ma, fatto l’esempio della giustizia, subito lo accantona.
Così sfugge all’evidenza che paesi come Danimarca e Svezia, pur avendo tassazione molto elevata, risultano essere tra i paesi più competitivi. Dimentica che la Francia, che ha una tassazione non certo tanto più bassa della nostra e alla quale aggiunge un orario di lavoro più ridotto, risulta essere più competitivo di noi.
Competitività, in questo mondo globalizzato, significa avere tassi di crescita più alti, ciò che Panebianco definisce un valore e che in se giustificherebbe la diminuzione delle tasse.
Se aumenta la ricchezza prodotta e, quindi, disponibile, non può che essere un bene; ma questo bene si attua solo a fronte di una più equa ridistibuzione.
Nel mio recente post “La Metamorfosi”, imputai al ministro Tremonti una politica economica fallimentare nei 5 anni della legislazione del centrodestra tra il 2001 e il 2006 (egli lasciò la guida dell’economia dopo la metà della legislatura per riprenderla verso la fine; è comunque indubbio che fu lui a ispirarne la politica economica).
Come può essere formulato un giudizio del genere?
A volere essere obbiettivi, non si può far nascere un giudizio così netto solo dal fatto di non condividere le scelte operate e di ritenerle profondamente sbagliate.
E’ vero, ritengo profondamente sbagliate le scelte effettuate da Tremonti e non le condivido.
Ma l’affermazione da me fatta in quel “post” nasceva da considerazioni più generali e di cui voglio rendervi partecipi.

Il debito italiano negli ultimi 23 anni
Gli ultimi 15-20 anni sono stati turbolenti dal punto di vista politico, ma dal punto di vista della finanza pubblica sono stati drammatici. Abbiamo rischiato agli inizi degli anni ‘90 il tracollo finanziario. Probabilmente, in fondo, è stato questo fallimento a far emergere Read the rest of this entry »
No, non mi riferisco al famoso racconto di Kafka, non voglio parlarvi di uomini che si trasformano in scarafaggi, non voglio fare un viaggio introspettivo di una personale mutazione.
Più prosaicamente voglio parlarvi di una mutazione di un personaggio pubblico, perciò di una mutazione che è avvenuta sotto gli occhi di tutti.
Il personaggio è il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti.
Qualcuno rimarrà perplesso e si domanderà che c’entra Tremonti con Kafka. Non c’entra nulla, almeno sotto il punto di vista della metamorfosi, ma è indubbio che il personaggio, o per lo meno la sua politica (economica) è cambiata in modo drammatico.
In sé non vi è nulla di male, la realtà cambia e chi ha responsabilità alte deve adeguarsi.
E’ da vedere però se le cose stanno proprio così.
Ve lo ricordate il Tremonti baldanzoso che nel 2001 da Vespa, con tabelle e diagrammi, spiegava che Read the rest of this entry »