Nel mondo reale la gamma dinamica della luminosità è molto più elevata di quella che può essere catturata da una qualsiasi macchina digitale o pellicola; la riproduzione è ancora più problematica: i migliori monitor LCD possono riprodurre immagini con contrasto intorno a 3000:1 e i dispositivi di stampa hanno problemi ancora maggiori.

Da qui la grande difficoltà per chi ama fotografare (e anche per chi lo fa per lavoro) di rendere nei dettagli pose che abbiano elevata escursione luminosa.
Nelle camere oscure, in fase di stampa, si usavano diverse tecniche per far apparire, accanto a elementi fortemente illuminati, altri più in ombra.
La fotografia digitale mette a disposizione una soluzione più radicale e completa: la tecnica dello HDR.
Cosa è lo HDR
La tecnica dello HDR (High Dynamic Range) permette di ricostruire, a partire da una serie di pose con diversa esposizione, un unico fotogramma digitale i cui valori di luminosità dei singoli pixel sono dati dalla fusione di quelli delle pose originali.
Se il formato JPEG mette a disposizione 8 bit per colore che permettono di mappare 256 livelli (si ottiene una dinamica più elevata grazie a curve esponenziali), il formato utilizzato dalle reflex digitali (formato RAW) permette di avere 12 o, in alcuni casi, 14 bit (rispettivamente 2048 e 4096 livelli).
Il formato TIFF/16 è più adeguato permettendo di registrare più di 65000 livelli per ogni colore. Le immagini elaborate in HDR utilizzano ben 32 bit per oltre 4.000.000.000 di livelli o, nel caso di 32bit a virgola mobile, una dinamica immensamente maggiore (vedi wikipedia ).
Cosa è il "Tone Mapping"
Partiti dalla constatazione che monitor e supporto di stampa non sono in grado di supportare dinamiche elevate, adesso che abbiamo ottenuto un'immagine così ricca d'informazione cosa ne facciamo? Un'immagine a 32bit floating point vista a monitor è veramente brutta.
Il trucco consiste nel processare l'immagine utilizzando algoritmi che permettono di comprimere la dinamica evitando di perdere le informazioni al di fuori della gamma supportata dal monitor o dalla stampante.
In genere questi algoritmi permettono di mantenere il contrasto localmente e, sfruttando la grande risoluzione numerica, di ottimizzare l'utilizzo della gamma dinamica.
Inutile dire che questa è forse la parte più critica, ma anche la più creativa, per ottenere ottimi risultati.
Cosa serve per "fare" HDR
Naturalmente serve potere catturare immagini digitali, più pose identiche ma con esposizione diverse.
Per risultati validi occorre che la fotocamera non si muovi, tra uno scatto e l'altro.
Quasi d'obbligo l'uso del cavalletto o di un sostegno per la macchina.

Naturalmente serve una macchina digitale che permetta di determinare l'esposizione. Ideale è la funzione di bracketing che, se usata con l'autoscatto, permette di eseguire tre scatti in sucessione senza toccare la macchina. In questo caso si ottengono buoni risultati impostando il bracketing a /-2EV (due stop).

Se scattate in automatico ricordatevi di utilizzare la priorità dei diaframmi per usare un diaframma costante onde evitare di ottenere pose con profondità di campo differenti.
Per la stessa ragione, in manuale, variare solo i tempi di esposizione.
Serve poi un software di trattamento delle immagini che permetta di fondere le immagini. Sopratutto serve un software in grado di "ricomprimere" la dinamica dell'immagine senza perdere i dettagli acquisiti nel processo. Il software deve potere lasciare all'autore la possibilità d'intervenire tramite regolazioni e settaggi per ottenere l'effetto voluto.

Tre pose = 1 foto
In questo articolo sono visualizzate 4 immagini, simili.
La prima risiede su FLICKR. Facendo click si può andare sul sito, selezionare ALL SIZE e vedere il formato originale.
Le altre sono i tre scatti originali utilizzati per ottenere l'immagine finale. In questo caso il guadagno in dinamica, a prima vista, non sembra elevato, anche per scelta in fase di mappatura, ma è comunque evidente. Inoltre la foto è più dettagliata e il rumore sembra sparire (guardate il formato originale su FLICKR).
Conclusione
HDR è una tecnica che può essere utilizzata per realizzare immagini altrimenti difficilmente producibili; può essere usata anche in modo creativo per ottenere strani effetti; naturalmente il rischio, come tutti i tools che permettono di manipolare l'immagine, è quello di esagerare.
Ma, se è così, non crofiggiamo questa tecnica, diamone la colpa a chi ne abusa.
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