<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><feed version="0.3" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/" xmlns="http://purl.org/atom/ns#" xml:lang="it-it">
	<title>Glimpses of the world</title>
	<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/" />
	<tagline type="text/html">Glimpses of the world</tagline>
	<id>http://www.ars21.net/dblog/</id>
	<generator url="http://www.ars21.net/dblog/feedatom.asp" version="Glimpses of the world">Glimpses of the world 2.0</generator>
	<author>
		<name>Glimpses of the world</name>
		<url>http://www.ars21.net/dblog/</url>
	</author>
	<modified>2008-11-04T23:16:56+01:00</modified>
	<entry>
		<title><![CDATA[Nuovo Blog]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=33</id>
		<created>2008-11-04T23:16:56+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font size="4"><strong>Ho attivato la nuova versione del blog. E' raggiungibile tramite l'indirizzo </strong></font><a href="http://www.ars21.net"><font size="4"><strong>www.ars21.net</strong></font></a><font size="4"><strong> opppure direttamente all'indirizzo </strong></font><a href="http://www.ars21.net/blog"><font size="4"><strong>www.ars21.net/blog</strong></font></a> </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=33"/>
		<issued>2008-11-04T23:16:56+01:00</issued>
		<modified>2008-11-04T23:16:56+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=33#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[La linea d'ombra]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=32</id>
		<created>2008-10-26T20:14:24+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Pur se scritto in et&agrave; pi&ugrave; che matura (aveva 57 anni), in questo breve libro, &quot;<strong>La linea d'ombra</strong>&quot;,&nbsp;<strong>Joseph Conrad</strong> ci parla di giovani; o meglio parla di quello che ad un certo punto, nella vita, ai giovani accade. </p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/foto\DSCN0057ar.jpg" /></p>
<p align="center"><em><font size="1">Un veliero di oggi in un porto del nord Europa (Bergen in Norvegia).<br />Il romanzo di Conrad &egrave; ambientato nei mari tropicali e il veliero, a differenza di questo, non aveva motori.</font></em></p>
<p>&ldquo;Soltanto i giovani hanno momenti del genere. Non dico i pi&ugrave; giovani. [&hellip;..] Ci si chiude alle spalle il cancelletto dell&rsquo;infanzia, e si entra in un giardino d&rsquo;incanti. Persino la penombra qui brilla di promesse. A ogni svolta il sentiero ha le sue seduzioni. E non perch&eacute; sia questo un paese inesplorato. Lo sappiamo bene che tutta l&rsquo;umanit&agrave; &egrave; passata di l&igrave;.&rdquo;<br />Con questo incipit, <strong>Conrad</strong> introduce il tema e, successivamente, conclude uno dei pi&ugrave; splendidi inizi di romanzo che abbia mai letto con queste altre parole: &ldquo;Si va avanti ritrovando i solchi lasciati dai nostri predecessori, eccitati, divertiti, facendo tutt&rsquo;un fascio di buona e cattiva sorte [&hellip;.] Gi&agrave;. Si va avanti. E anche il tempo va, fino a quando innanzi a noi si profila una linea d&rsquo;ombra, ad avvertirci che bisogna dire addio anche al paese della giovent&ugrave;.&rdquo;</p>
<p>Vi &egrave; un momento, talvolta sono pi&ugrave; momenti in qualche modo concatenati, in cui la vita cambia e si entra in quella fase di maturit&agrave; che trasforma in uomini e donne.<br />Per carit&agrave;; non sempre ci&ograve; accade e talvolta abbiamo uomini, donne, immaturi; ma questa &egrave; un&rsquo;altra storia. </p>
<p>La storia che invece ci racconta <strong>Conrad</strong> &egrave; il travaglio che un giovane ufficiale di marina vive alla sua prima esperienza di comando. Chiudendosi alle spalle il cancelletto della esperienze fatte, il giovane protagonista, decide di lasciare l&rsquo;imbarco che aveva come ufficiale per ritornare in patria e dare un corso diverso alla propria vita. Inaspettata giunge l&rsquo;opportunit&agrave; di un comando. Di un comando vero, su un veliero e non su una carretta a vapore. Il giovane non &egrave; sprovveduto.</p>
<p>E&rsquo; preparato, capace e conosce bene il proprio lavoro. Quello che per&ograve; l&rsquo;attende sovrasta la capacit&agrave; umana. Sovrastato da poteri pi&ugrave; grandi e avversi, al punto da sembrare sovrannaturali, deve al fine difendersi mettendo in campo solo qualit&agrave; morali, come la resistenza, il buon senso, che tutte le abilit&agrave; e le tecniche a poco servono. In questa parte domina &ldquo;l&rsquo;inazione&rdquo; (che possiamo contrapporre alla &ldquo;azione&rdquo;, tipica dei romanzi di mare).</p>
<p>Nulla vi &egrave; da fare, se non trovare dentro di s&eacute; le risorse morali per continuare, mettendone da parte altre, al momento inutili, e le velleit&agrave; con la consapevolezza di avere la responsabilit&agrave; di&nbsp;vite umane.</p>
<p>Le avversit&agrave; di questa vicenda, sono tali che, all&rsquo;animo umano possono apparire sovrannaturali. Cos&igrave; <strong>Conrad</strong> descrive questo turbamento e incertezza, che &egrave; tipico dell&rsquo;uomo.<br />Diversi commentatori hanno perci&ograve; parlato di libro del sovrannaturale, spostando il centro della vicenda dal conflitto umano, interiore, a quello &ldquo;preternaturale&rdquo;.<br />Lo stesso <strong>Conrad</strong> &egrave; dovuto intervenire, scrivendo 3 anni dopo (1920) una breve nota introduttiva per chiarire le sue vere intenzioni.<br />Vi consiglio di leggere questa nota che, meglio di tante recensioni, pu&ograve; introdurvi il libro e rendere lo spessore dell&rsquo;autore. </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=32"/>
		<issued>2008-10-26T20:14:24+01:00</issued>
		<modified>2008-10-26T20:14:24+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=32#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Il Matematico e il Detective]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=31</id>
		<created>2008-10-19T21:57:46+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[L&rsquo;ho trovato sul banco delle novit&agrave; in libreria ai primi di settembre.<br /> Devo dire che sono rimasto incerto per un po&rsquo; se prenderlo o meno, poi la curiosit&agrave; ha avuto il sopravvento.<br /> Il libro dal titolo italiano &ldquo;il Matematico e il Detective&rdquo; di Keith Devlin e Gary Lorden, pubblicato da Longanesi nella collana &ldquo;La lente di Galileo&rdquo; diretta da P. Odifreddi, trae spunto dal successo dalla serie di telefilm &ldquo;NUMBERS&rdquo; per parlarci di come in realt&agrave; la matematica interagisca col sistema giudiziario.<br />Ho visto diversi episodi della serie &egrave; li ho trovati interessanti, quanto meno un po&rsquo; diversi dal solito anche se infarciti delle ricette standard tipo buono-che risolve tutto-contro cattivo-(magari terrorista).<br />La diversit&agrave; della serie sta nel fatto che il finale felice dell&rsquo;episodio non nasce solo dall&rsquo;impiego della forza, ma principalmente dall&rsquo;impiego delle capacit&agrave; intellettuali rappresentate dalla conoscenza e dal genio matematico del personaggio Charlie Eppes, professore di matematica e fratello di Don Eppes, agente speciale FBI.<br />Per la verit&agrave;, in alcuni episodi, certe soluzioni e tecniche adottate mi sono sembrate assurde o esagerate.<br /> Mi domandavo se ci&ograve; nascesse da mia scarsa conoscenza, abbinata alla semplificazione che i ritmi dei telefilm impongono, o se fossero espedienti narrativi per tenere vivo il tema centrale della seria.<br />Alla fine, la curiosit&agrave; ha fatto propendere per l&rsquo;acquisto del libro.<br />Per quanti sforzi facciano gli autori di libri divulgativi, il risultato &egrave; sempre in bilico tra l&rsquo;essere troppo ostico per i digiuni e l&rsquo;essere semplicista per gli esperti; non di rado si raggiungono entrambi i risultati non voluti.<br />In questo caso l&rsquo;obbiettivo del libro ha forse semplificato il lavoro agli autori; essi hanno in realt&agrave;, prendendo spunti dai vari episodi della serie, presentato una panoramica delle tecniche matematiche utilizzate a supporto del sistema inquirente e giudiziario.<br /> Nel presentare questi temi, hanno introdotto in modo semplificato, e perci&ograve; accessibile ai pi&ugrave;, i fondamenti di queste tecniche, senza la pretesa di spiegazioni approfondite. Esposizioni di diversi casi giudiziari, al di fuori del contesto della serie, aiutano poi gli autori a sottolineare l&rsquo;importante ruolo che la matematica ha nella vita odierna in questo settore.<br />  La lettura &egrave; risultata facile e scorrevole e alla fine ho avuto la risposta che cercavo; la cosa mi invoglia ad approfondire alcuni argomenti.<br />Devo aggiungere che, al di l&agrave; del tema trattato, mi ha colpito l&rsquo;attenzione e il peso che gli autori pongono al problema del terrorismo. Essendo che gli autori dichiarano di avere agito alcune volte come collaboratori della NSA (il potentissimo ente USA per la sicurezza), rimane il dubbio se questa attenzione sia di ruolo o sia effettivamente cos&igrave; alta negli USA.<br />Se l&rsquo;approccio della lettura &egrave; quello di saperne un po&rsquo; di pi&ugrave; rispetto a quello che gli episodi dei telefilm ci lasciano intravedere, la spesa dei 18,60 &euro; pu&ograve; valerne la pena.]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=31"/>
		<issued>2008-10-19T21:57:46+01:00</issued>
		<modified>2008-10-19T21:57:46+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=31#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Colori di autunno]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=30</id>
		<created>2008-10-15T22:23:46+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><a title="Pattern #1 by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/1859357475/"><img height="274" alt="Pattern #1" src="http://farm3.static.flickr.com/2018/1859357475_28ff498a00.jpg" width="500" /></a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=30"/>
		<issued>2008-10-15T22:23:46+01:00</issued>
		<modified>2008-10-15T22:23:46+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=30#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Molto rumore per nulla...o quasi]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=29</id>
		<created>2008-10-15T22:16:44+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Giunge adesso la notizia che il governo ha presentato un emendamento al proprio disegno di legge sulla sicurezza pubblica che &egrave; all&rsquo;esame della commissioni Affari costituzionali e Giustizia al Senato. L&rsquo;emendamento derubrica &ldquo;l&rsquo;ingresso clandestino&rdquo; da delitto e prevede l&rsquo;applicazione di una pena pecuniaria al posto del carcere (il ministro si &egrave; limitato a dire che comunque &egrave; sempre una sanzione).</p>
<p>Se &egrave; apprezzabile che autonomamente il governo sia arrivato ad una tale decisione, bisogna anche sottolineare che questa conclusione rende ragione a chi ha sempre sostenuto che tale provvedimento era profondamente&nbsp;sbagliato e non praticabile.</p>
<p>Non c&rsquo;&egrave; niente di pi&ugrave; pericoloso, per tutti noi, dello schematismo che vede la soluzione dei problemi tramite provvedimenti semplicisti e populisti.<br />Lo sbandieramento di questi provvedimenti serve solo, questo s&igrave;, a guadagnare consenso e non a mettere in campo percorsi efficaci verso soluzioni reali.</p>
<p>L&rsquo;apparente capacit&agrave; di risolvere problemi con facilit&agrave; e in modo radicale non pu&ograve; che ottenere il consenso di chi vive sulla propria pelle problemi spesso importanti ma non facili da risolvere.<br />Inoltre, questo &egrave; il metodo per ottenere il consenso delle persone meno attente che scambiano l&rsquo;annuncio con la risoluzione.</p>
<p>Purtroppo i provvedimenti vengono annunciati con pompa magna, ma le&nbsp;retromarce si fanno alla chetichella. </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=29"/>
		<issued>2008-10-15T22:16:44+01:00</issued>
		<modified>2008-10-15T22:16:44+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=29#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Crisi finanziaria...#1]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=28</id>
		<created>2008-10-13T22:53:24+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Gioved&igrave; il governo ha emanato un decreto con l&rsquo;intento di portare un po&rsquo; di sicurezza e calma in un momento terribile dei mercati finanziari.<br />Il rischio che una voragine terribile si aprisse era enorme.<br />Di fatto, il decreto, come altre misure, ha avuto apparentemente poco impatto e si &egrave; dovuto attendere fino a oggi (luned&igrave; 13/10), con le nuove decisioni assunte in modo coordinato a livello europeo, per ottenere un qualche risultato.</p>
<p>Il problema grosso di questa crisi &egrave; che, comunque vada, a pagare saranno sempre i soliti. Piccoli risparmiatori, piccoli imprenditori e lavoratori sono le vittime preferite e predestinate.<br />Chi perdendo parte o tutto dei propri risparmi (magari solo con grandi svalutazioni), chi rischiando di perdere la propria azienda e attivit&agrave; per mancanza di finanziamenti o per contrazione del mercato, chi lasciando il gi&agrave;, spesso, misero stipendio assieme al posto, fisso o precario.</p>
<p>E dunque ben venga, sopra ogni cosa, un provvedimento che possa aiutare a riportare un po&rsquo; di serenit&agrave; e prospettiva.<br />In linea di massima, poi, si possono condividere le soluzioni messe in campo. Certo con questo provvedimento, al di l&agrave; dei toni propagandistici, il governo si &egrave; solo dotato degli strumenti per potere intervenire, rimandando ogni decisione al momento della necessit&agrave;.<br />Ma in fondo &egrave; questo quanto era richiesto.</p>
<p>Piuttosto leggendo il provvedimento qualche piccola perplessit&agrave; sorge su alcuni aspetti che ne regolano le modalit&agrave; di applicazione.</p>
<p>Il tutto ruota fondamentalmente sulla scelta di convertire in azioni privilegiate il capitale pubblico impiegato nel salvataggio delle banche; capitale pubblico e perci&ograve; nostro.<br />Dunque, le azioni privilegiate sono ammesse al voto solo durante le assemblee straordinarie; &egrave; pur vero che il decreto riserva al governo il diritto di veto alle &ldquo;variazioni sostanziali al programma di stabilizzazione [concordato]&rdquo; (in sostanza il piano industriale e finanziario).<br />Questo per&ograve; significa che lo stato, che entra con capitali importanti e critici per la sopravvivenza dell&rsquo;istituto, rinuncia preventivamente a dire la propria parola sulla gestione dell&rsquo;istituto.</p>
<p>Apprezzabile, da un lato, il sottrarsi ai rischi di utilizzo strumentale e clientelare del potere acquisito, ma, dall&rsquo;altro, si lascia troppa libert&agrave; di azione a chi, con tutta probabilit&agrave;, ha malamente gestito l&rsquo;istituto di credito.<br />Al termine dei 36 mesi previsti, raggiunto, si spera, il risanamento dell&rsquo;istituto, lo stato si ritira rivendendo le proprie azioni, ottenendo forse anche una plusvalenza. Peccato che in un mercato risanato, le azioni che potrebbero essere pi&ugrave; appetibili e, quindi, soggette a maggiore plusvalenza, siano le ordinarie. Sono i detentori di queste azioni che ne avranno il beneficio maggiore.</p>
<p>Esasperiamo il concetto e applichiamolo al caso Parmalat. Se un provvedimento del genere fosse stato applicato a questa bancarotta, lo stato sarebbe entrato nel capitale mettendoci i soldi, Tanzi sarebbe rimasto padrone del vapore, ancorch&eacute; sotto stretta sorveglianza del Tesoro.<br />Una volta risanata l&rsquo;azienda lo stato vende le proprie azioni ma Tanzi rimane il padrone perch&eacute; quelle azioni non votano, non ha neppure bisogno di comprarle.</p>
<p>Si &egrave; parlato genericamente di allontanare il management che ha fallito. Sebbene non abbia trovato tracce di ci&ograve; nel decreto, non esito a credere che ci&ograve; avvenga.<br />Ma il management non &egrave; altro che l&rsquo;espressione della propriet&agrave;!<br />Se certe operazioni speculative sono avvenute (spero poche) &egrave; perch&eacute; sono state avvallate dalla propriet&agrave; (se ci&ograve; non &egrave; avvenuto il problema che si pone &egrave; un altro). E questo decreto lascia intatto totalmente la propriet&agrave;.<br />Una soluzione che permettesse a chi ha rischiato soldi propri e di altri di perdere almeno i propri poteva essere trovata, salvando nel contempo i piccoli azionisti e detentori di obbligazioni che nulla possono.<br />Si potrebbe seguire l&rsquo;esempio dell&rsquo;Inghilterra.</p>
<p>Spero che in sede di conversione o di emanazione dei decreti attuativi questi dubbi siano sanati, ma conoscendo il capitalismo e la politica italiana ho ben poche speranze.</p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=28"/>
		<issued>2008-10-13T22:53:24+01:00</issued>
		<modified>2008-10-13T22:53:24+01:00</modified>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=28#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Foto con la tecnica HDR]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=27</id>
		<created>2008-10-10T22:36:10+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><font face="Verdana">Nel mondo reale la gamma dinamica della luminosit&agrave; &egrave; molto pi&ugrave; elevata di quella che pu&ograve; essere catturata da una qualsiasi macchina digitale o pellicola; la riproduzione &egrave; ancora pi&ugrave; problematica: i migliori monitor LCD possono riprodurre immagini con contrasto intorno a 3000:1 e i dispositivi di stampa hanno problemi ancora maggiori.</font></p>
<p><font face="Verdana"><br /></font></p>
<p align="center"><a title="Late evening view, Montparnasse (Paris) by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/908073802/"><font face="Verdana"><img height="333" alt="Late evening view, Montparnasse (Paris)" src="http://farm2.static.flickr.com/1344/908073802_f05f0b73ee.jpg" width="500" /></font></a></p>
<p><font face="Verdana">Da qui la grande difficolt&agrave; per chi ama fotografare (e anche per chi lo fa per lavoro) di rendere nei dettagli pose che abbiano elevata escursione luminosa.</font></p>
<p><font face="Verdana">Nelle camere oscure, in fase di stampa, si usavano diverse tecniche per far apparire, accanto a elementi fortemente illuminati, altri pi&ugrave; in ombra.<br />La fotografia digitale mette a disposizione una soluzione pi&ugrave; radicale e completa: la tecnica dello HDR. </font></p>
<p><strong><font face="Verdana" size="4">Cosa &egrave; lo HDR<br /></font></strong><font face="Verdana">La tecnica dello HDR (High Dynamic Range) permette di ricostruire, a partire da una serie di pose con diversa esposizione, un unico fotogramma digitale i cui valori di luminosit&agrave; dei singoli pixel sono dati dalla fusione di quelli delle pose originali.</font></p>
<p><font face="Verdana">Se il formato JPEG mette a disposizione 8 bit per colore che permettono di mappare 256 livelli (si ottiene una dinamica pi&ugrave; elevata grazie a curve esponenziali), il formato utilizzato dalle reflex digitali (formato RAW) permette di avere 12 o, in alcuni casi, 14 bit (rispettivamente 2048 e 4096 livelli).<br />Il formato TIFF/16 &egrave; pi&ugrave; adeguato permettendo di registrare pi&ugrave; di 65000 livelli per ogni colore. Le immagini elaborate in HDR utilizzano ben 32 bit per oltre 4.000.000.000 di livelli o, nel caso di 32bit a virgola mobile, una dinamica immensamente maggiore (vedi&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IEEE_754 ">wikipedia</a> ).</font></p>
<p><font face="Verdana" size="4"><strong>Cosa &egrave; il &quot;Tone Mapping&quot;<br /></strong></font><font face="Verdana">Partiti dalla constatazione che monitor e supporto di stampa non sono in grado di supportare dinamiche elevate, adesso che abbiamo ottenuto un'immagine cos&igrave; ricca d'informazione cosa ne facciamo? Un'immagine a 32bit floating point vista a monitor &egrave; veramente brutta.<br />Il trucco consiste nel processare l'immagine utilizzando algoritmi che permettono di comprimere la dinamica evitando di perdere le informazioni al di fuori della gamma supportata dal monitor o dalla stampante.<br />In genere questi algoritmi permettono di mantenere il contrasto localmente e, sfruttando la grande risoluzione numerica, di ottimizzare l'utilizzo della gamma dinamica.<br />Inutile dire che questa &egrave; forse la parte pi&ugrave; critica, ma anche la pi&ugrave; creativa, per ottenere ottimi risultati.</font></p>
<p><font face="Verdana" size="4"><strong>Cosa serve per &quot;fare&quot; HDR<br /></strong></font><font face="Verdana">Naturalmente serve potere catturare immagini digitali, pi&ugrave; pose identiche ma con esposizione diverse.<br />Per risultati validi occorre che la fotocamera non si muovi, tra uno scatto e l'altro.<br />Quasi d'obbligo l'uso del cavalletto o di un sostegno per la macchina.</font></p>
<p align="center"><font face="Verdana"><img height="333" alt="" src="/public/hdr1\IMG_2073r.jpg" width="500" align="absMiddle" /></font></p>
<p><font face="Verdana">Naturalmente serve una macchina digitale che permetta di determinare l'esposizione. Ideale &egrave; la funzione di bracketing che, se usata con l'autoscatto, permette di eseguire tre scatti in sucessione senza toccare la macchina. In questo caso si ottengono buoni risultati impostando il bracketing a /-2EV (due stop).</font></p>
<p align="center"><font face="Verdana"><img height="333" alt="" src="/public/hdr1\IMG_2074.jpg" width="500" align="absMiddle" /></font></p>
<p><font face="Verdana">Se scattate in automatico ricordatevi di utilizzare la priorit&agrave; dei diaframmi per usare un diaframma costante onde evitare di ottenere pose con profondit&agrave; di campo differenti.<br />Per la stessa ragione, in manuale, variare solo i tempi di esposizione.</font></p>
<p><font face="Verdana">Serve poi un software di trattamento delle immagini che permetta di fondere le immagini. Sopratutto serve un software in grado di &quot;ricomprimere&quot; la dinamica dell'immagine senza perdere i dettagli acquisiti nel processo. Il software deve potere lasciare all'autore la possibilit&agrave; d'intervenire tramite regolazioni e settaggi per ottenere l'effetto voluto.</font></p>
<p align="center"><font face="Verdana"><img height="333" alt="" src="/public/hdr1\IMG_2075.jpg" width="500" align="absMiddle" /></font></p>
<p><font face="Verdana">&nbsp;</font></p>
<p><font face="Verdana" size="4"><strong>Tre pose = 1 foto<br /></strong></font><font face="Verdana" size="2">In questo articolo sono visualizzate 4 immagini, simili.<br />La prima risiede su FLICKR. Facendo click si pu&ograve; andare sul sito, selezionare ALL SIZE e vedere il formato originale.</font></p>
<p><font face="Verdana" size="2">Le altre sono i tre scatti originali utilizzati per ottenere l'immagine finale. In questo caso il guadagno in dinamica, a prima vista, non sembra elevato, anche per scelta in fase di mappatura, ma &egrave; comunque evidente. Inoltre la foto &egrave; pi&ugrave; dettagliata e il rumore sembra sparire (guardate il formato originale su FLICKR).</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 10pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"><font face="Verdana" size="4"><strong>Conclusione</strong></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 10pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"><font face="Verdana">HDR &egrave; una tecnica che pu&ograve; essere utilizzata per realizzare immagini altrimenti difficilmente producibili; pu&ograve; essere usata anche in modo creativo per ottenere strani effetti; naturalmente il rischio, come tutti i tools che permettono di manipolare l'immagine, &egrave; quello di esagerare.<br />Ma, se &egrave; cos&igrave;, non crofiggiamo questa tecnica, diamone la colpa a chi ne abusa.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 10pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"><font face="Verdana"></font></span></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=27"/>
		<issued>2008-10-10T22:36:10+01:00</issued>
		<modified>2008-10-10T22:36:10+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=27#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Foto a Parigi]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=26</id>
		<created>2008-10-04T00:08:25+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>L’anno scorso trascorsi alcuni giorni con la famiglia a Parigi.</p>
<p>Una classica breve vacanza turistica per visitare e conoscere non tanto Parigi, il che richiederebbe ben altro tempo che pochi giorni, ma alcuni tra i luoghi pi&ugrave; famosi al mondo; famosi per l’arte, la cultura, la storia o solo per la mondanit&agrave;.</p>
<p> <a title="Louvre #1 by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/1696563495/"><img height="309" alt="Louvre #1" src="http://farm3.static.flickr.com/2326/1696563495_38b1ab0e03.jpg" width="500" /></a> </p>
<p>Di quei giorni, piacevoli e impegnativi, si portano i ricordi. Tra questi vi sono un certo numero di fotografie. Dopo tanto rimandare, alla fine, mi sono deciso e ho cominciato a realizzare un album fotografico di quella vacanza e l’ho pubblicato sul web.</p>
<p>Sono foto di posti noti, visitati da milioni di persone e, quindi, per molti non saranno una novit&agrave; ma, potrebbero essere, una piacevole rivisitazione.</p>
<p>Nel fotografare si fornisce sempre un’interpretazione personale di quello che si vede; spesso questa interpretazione &egrave; costretta dai mezzi tecnici, dalla prospettiva, dal tempo. Il risultato &egrave; che, volenti o no, frequentemente le foto "turistiche" si assomigliano.</p>
<p>Ho cercato, aiutandomi anche con un po’ di postproduzione, di evitare o di ridurre al minimo questa trappola.</p>
<p>L’album non &egrave; ancora completo, alcune aggiunte e modifiche sono ancora da fare, ma per gli interessati si pu&ograve; procedere a questo indirizzo <a href="http://www.ars21.net/album/paris2007">www.ars21.net/album/paris2007</a>. </p>
<p> </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=26"/>
		<issued>2008-10-04T00:08:25+01:00</issued>
		<modified>2008-10-04T00:08:25+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=26#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Sperlonga]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=24</id>
		<created>2008-09-24T22:46:39+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Sperlonga &egrave; una rinomata localit&agrave; balneare in provincia di Latina.</p>
<p>Essa ha origini che si perdono nel tempo. Furono per&ograve; i romani a valorizzarla. In particolare l'imperatore Tiberio fece edificare un'imponente villa in riva al mare all'incirca nel I&deg; secolo d.C.</p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/sperlonga\DSCN0015a.jpg" /></p>
<p align="center"><em>&nbsp;Nella foto i ruderi della villa di Tiberio</em></p>
<p>La villa ingloba una vasta grotta nella quale furono trovati diversi e importanti reperti scultorei precedenti all'epoca di Tiberio. Questi reperti furono trovati alla fine degli anni '50 durante la costruzione della strada statale e sono ora conservati nel museo di Sperlonga.</p>
<p>Fu dopo la costruzione di questa strada, la motorizzazione dell'Italia, che Sperlonga cominci&ograve; ad essere conosciuta e frequentata, diventando una met&agrave; ambita da villeggianti e turisti.</p>
<p>Io ci sono arrivato provenendo dall'interno, da Itri. La strada che congiunge le due localit&agrave; si arrampica sulle colline che le separano. Scendendo verso Sperlonga, la bella vista che si apre mette in evidenza i ruderi della villa mentre la grotta rimane nascosta dal promontorio che la ospita. Essa &egrave; infatti visibile solo dal mare o dal lato estremo della villa.</p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/sperlonga\DSCN0021a.jpg" /></p>
<p>A Sperlonga, sono di notevole interesse anche la chiesa di Santa Maria, risalente al XII secolo e le torri di avvistamento risalenti alla fine del Medio Evo.</p>
<p>Ma tutto il paese riveste un interesse turistico, non solo per gli amanti del mare. E' un angolo caratteristico inserito in un ambiente ricco di tradizioni e di spunti paesaggistici, storici e gastronomici interessanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/sperlonga\DSCN0004a.jpg" /></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=24"/>
		<issued>2008-09-24T22:46:39+01:00</issued>
		<modified>2008-09-24T22:46:39+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=24#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Mezza giornata a Varsavia]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=23</id>
		<created>2008-09-11T22:45:10+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Talvolta anche mezza giornata di libert&agrave; permette di scoprire e apprezzare tesori della natura o della storia dell&rsquo;uomo.<br />Questa volta mi &egrave; stata data l&rsquo;opportunit&agrave; di spendere qualche ora di tempo libero a Varsavia. </p>
<p align="center"><a title="Plac Zamkowy (Warsaw) by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2846991430/"><img height="214" alt="Plac Zamkowy (Warsaw)" src="http://farm4.static.flickr.com/3269/2846991430_89d005492c.jpg" width="500" /></a></p>
<p align="center"><em><font size="1">Plac Zamkowy&nbsp;</font></em>&nbsp;</p>
<p>Varsavia fu quasi completamente distrutta dai nazisti alla fine della seconda guerra mondiale. Di quella che era chiamata la &ldquo;Parigi del nord&rdquo; rimase ben poco. Oggi, la maggior attrattiva turistica &egrave; la &ldquo;Citt&agrave; Vecchia&rdquo;; in realt&agrave; essa fu ricostruita a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta sfruttando come riferimento famose vedute attribuite al Canaletto ma realizzate da Bernardo Bellotto.<br />Provenendo dal centro della citt&agrave; si arriva alla citt&agrave; vecchia percorrendo la Krakowskie Przedmie&oelig;cie.</p>
<p align="center"><a title="Old Market Square (Warsaw) by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2851640796/"><img height="375" alt="Old Market Square (Warsaw)" src="http://farm4.static.flickr.com/3133/2851640796_c025ae375b.jpg" width="500" /></a></p>
<p align="center"><em><font size="1">La piazza del mercato</font></em></p>
<p>Su questa via si trova la residenza del presidente della Polonia. Questo viale si apre su Plac Zamkowy (Piazza del Castello). Naturalmente l&rsquo;edificio pi&ugrave; importante &egrave; il Castello Reale (Zamek Krolewski) ricostruito interamente negli anni &rsquo;70. Centro della Citt&agrave; Vecchia &egrave; la piazza del Mercato, ma molti sono gli angoli caratteristici che si snodano lungo il percorso.</p>
<p>La citt&agrave; vecchia, seppur ricostruita, merita una visita: la precisione della ricostruzione &egrave; tale da avere veramente l&rsquo;impressione di essere calati in una vecchia citt&agrave; insolitamente ben conservata. Le parti che pi&ugrave; tradiscono la vera et&agrave; sono le mura che circondano la vecchia citt&agrave;.</p>
<p>La Polonia &egrave; un paese profondamente cattolico: ci&ograve; &egrave; fortemente testimoniato nella Citt&agrave; Vecchia dalla presenza di un numero elevato di chiese, una densit&agrave; da fare invidia a Roma.</p>
<p align="center"><img src="/public/Varsavia\DSCN0034b.jpg" width="500" alt="" /></p>
<p>Appena fuori dalla Citt&agrave; Vecchia, in direzione quasi opposta alla Krakowskie Przedmie&oelig;cie, si trova un monumento dedicato ai 63 giorni di resistenza che la citt&agrave; oppose agli occupanti tedeschi nel &rsquo;44.</p>
<p>La vera attuale Varsavia &egrave; una citt&agrave; moderna che miscela residui di architettura sovietica degli anni &rsquo;50 (vedi il Palazzo della Cultura e della Scienza) con edifici ultramoderni.</p>
<p align="center"><img height="500" src="/public/Varsavia\DSCN0068b.jpg" alt="" /></p>
<p>In particolare il centro finanziario e affaristico della citt&agrave; &egrave; testimoniato dal proliferare di torri in vetro e cemento. </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=23"/>
		<issued>2008-09-11T22:45:10+01:00</issued>
		<modified>2008-09-11T22:45:10+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=23#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[La maestà del ghiacciaio]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=22</id>
		<created>2008-09-03T22:05:22+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><a title="Griessee dal Passo di Novena by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2819051308/"><img height="333" alt="Griessee dal Passo di Novena" src="http://farm4.static.flickr.com/3295/2819051308_55fc77fed3.jpg" width="500" /></a></p>
<p> </p>
<p align="center">Il lago Griesse visto dal Passo della Novena - Svizzera<br /><em>(seguite il link della foto e visualizzate il formato LARGE)</em></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=22"/>
		<issued>2008-09-03T22:05:22+01:00</issued>
		<modified>2008-09-03T22:05:22+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=22#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Un ministro competente]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=21</id>
		<created>2008-08-28T22:39:21+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Un fondo di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera di qualche giorno addietro si &egrave; meritato una pronta risposta di due importanti politici: Giulio Tremonti e il ministro Gelmini.<br /> Chiarisco: non ho letto l’articolo in oggetto e neppure la risposta di Tremonti; non mi soffermo sui contenuti politici della risposta del ministro, contenuti che potrebbero essere oggetto di lunga discussione.</p>
<p>Ci&ograve; che mi ha colpito dell’intervento del ministro &egrave; l’impressione di arretratezza e inadeguatezza all’importante ruolo assegnatole.<br /> Nella politica di oggi, si sa, &egrave; pi&ugrave; importante apparire, dire cose ovvie ed essere decisionisti. Con un po’ di demagogia e semplicit&agrave; si fornisce l’impressione di avere fatto cose importanti; non importa se poi i contenuti sono vuoti o, peggio, dannosi.</p>
<p>Cos&igrave;, il ministro Gelmini, dopo avere addebitato tutti i problemi della scuola a quarant’anni di ideologia di sinistra, dichiara che ha subito avanzato “alcune proposte per cambiare uno stato di cose non pi&ugrave; tollerabile. Voglio ricordarne alcune. Voto di condotta, divisa scolastica, insegnamento dell’educazione civica, ritorno al maestro unico, rilancio degli istituti tecnici e della formazione professionale.”</p>
<p>Scusandole l’errore di avere scritto un periodo senza nessun verbo, colpa senz’altro della fretta, ho passato parecchio tempo cercando di collegare “Autorevolezza, autorit&agrave;, gerarchia, insegnamento, studio, fatica, merito” (anche qui manca qualche cosa), come da lei subito motivato, con i provvedimenti suggeriti.<br /> Se si eccettua il voto in condotta, peraltro gi&agrave; rintrodotto negli ultimi anni, le altre proposte nulla hanno a che vedere con le motivazioni addotte.<br /> Non vedo come investire degli stilisti del compito di realizzare la divisa scolastica possa migliorare, se non superficialmente, la scuola.<br /> E credo che i commentatori pi&ugrave; autorevoli dovrebbero ricordarle che i colpi pi&ugrave; gravi all’autorevolezza dell’istituzione scolastica furono inferti dal ministro del primo governo Berlusconi con l’abolizione degli esami di riparazione e dal ministro Moratti (del secondo e terzo governo Berlusconi) con l’eliminazione delle commissioni di esame esterne.</p>
<p>Se si pu&ograve; apprezzare l’interessamento per gli istituti tecnici (che la sua collega Moratti voleva abolire) e professionali, la semplice riproposizione dei vecchi modelli non &egrave; pi&ugrave; adeguata alla realt&agrave; odierna.</p>
<p>Grave che il ministro affermi di avere condiviso in pieno i tagli economici nella scuola, tagli che per essere effettivi, dovranno passare per una riduzione del personale. Come ci ricorda il ministro, il 97% della spesa &egrave; per il personale. Che quindi si voglia tornare al maestro unico pu&ograve; essere comprensibile dal punto di vista economico, ma smettiamola di sbandierare presunte motivazioni pedagogiche.</p>
<p>Ma ci consola, dicendo che “abbiamo introdotto un principio nuovo e virtuoso: un terzo dei risparmi sar&agrave; destinato ad investimenti per migliorare la scuola”. UN TERZO!! E gli altri due terzi dove vanno? Escono dalla scuola per finire dove?<br /> Ricapitoliamo. Toglieremo risorse umane, che comporteranno comunque diminuzione qualitativa e quantitativa dei servizi offerti (e quindi peggioramento della scuola) e diminuiremo la spesa complessiva della scuola.<br /> Bravi nel marketing, visto che questa operazione &egrave; contrabbandata come “miglioramento della scuola”.</p>
<p>Il punto pi&ugrave; basso &egrave; toccato verso la fine. Il nostro ministro ci dice che “Noi vogliamo una scuola che insegni a leggere, scrivere e far di conto.”<br /> Ha appena finito di vedere una vecchia puntata di “Non &egrave; mai troppo tardi” con il Maestro Manzi?<br /> E’, insomma, rimasta ad un’Italia dei primi anni sessanta?</p>
<p>Scrivere, leggere e far di conto sono la base, ma il mondo di oggi chiede ben altre cose e capacit&agrave;. Se la scuola di questi quarant’anni si &egrave; dimostrata non completamente adeguata, almeno ha avuto il merito di provarci e qualche risultato lo ha dato.<br /></p>
<p> Ad essere maliziosi si pu&ograve; pensare che il ministro voglia riproporci ideologicamente una controriforma Gentile.<br /> Forse c’&egrave; bisogno che qualche collega o commetatore le faccia presente che la scuola di Gentile non va bene; non in base a ragionamenti pedagogici o ideologici, semplicemente perch&eacute; &egrave; VECCHIA e non adeguata al mondo d’oggi.</p>
<p>Forse c’&egrave; bisogno che qualche collega o commentatore le faccia presente che &egrave; meglio che si occupi delle cose per le quali ha pi&ugrave; competenza (magari delle divise…….).</p>
<p>Saluti. </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=21"/>
		<issued>2008-08-28T22:39:21+01:00</issued>
		<modified>2008-08-28T22:39:21+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=21#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[I Motti]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=20</id>
		<created>2008-08-15T12:29:39+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><a title="I Motti by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2765268370/"><img height="219" alt="I Motti" src="http://farm4.static.flickr.com/3267/2765268370_c09c1e54e9.jpg" width="500" /></a></p>
<p align="center">Uno dei pi&ugrave; caratteristici alpeggi della Val Vigezzo</p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=20"/>
		<issued>2008-08-15T12:29:39+01:00</issued>
		<modified>2008-08-15T12:29:39+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=20#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Turista per caso....]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=19</id>
		<created>2008-07-17T23:32:06+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Lo sentivo da qualche mese; ho cercato di prevenirlo. Tanta attenzione nelle cose fatte, tante raccomandazioni affinch&eacute; si operasse in un certo modo. Non so se perch&eacute; incapace di prevedere tutto o incapace di farmi ascoltare, alla fine, tra i tanti possibili problemi, qualcosa &egrave; andato storto. Cos&igrave;, nei primi giorni del mese, tre giorni dopo il ritorno di moglie e figlia da una splendida breve vacanza di mare nell&rsquo;isola di KOS, in Grecia, eccomi in coda per il check-in di un volo diretto a KOS, per lavoro! </p>
<p align="center"><a title="Kos #7 by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2668385493/"><img height="338" alt="Kos #7" src="http://farm4.static.flickr.com/3006/2668385493_5147fc1f61.jpg" width="500" /></a></p>
<p>Gi&agrave;, in coda per il check-in. Trolley da una parte, borsa con computer in spalla e cellulare che squilla. Mi guardo attorno, mentre cerco di farfugliare qualche assennata spiegazione al mio interlocutore remoto, e vedo persone in bermuda, aspetto rilassato, famiglie e bambini. Tutto normale, in fondo; sono io che sono fuori posto! Il volo &egrave; stato noleggiato da operatori turistici e l&rsquo;infiltrato sono io. Il fatto &egrave; che, dato il breve preavviso, l&rsquo;unico volo trovato &egrave; un last-minute.</p>
<p align="center"><a title="Kos #1 by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2650175629/"><img height="402" alt="Kos #1" src="http://farm4.static.flickr.com/3024/2650175629_81c7f4573b.jpg" width="500" /></a></p>
<p>Il viaggio &egrave; stato comunque piacevole. Il destino (?) ha voluto assegnarmi il posto in una fila vuota. E cos&igrave; da solo, in un aereo abbastanza pieno, mi sono sentito ancora un poco pi&ugrave; infiltrato. Atterrato a KOS, mi sono detto, mentre aspettavo che venissero a prendermi, questo strano imbarazzo adesso termina. </p>
<p>E&rsquo; sempre piacevole, in queste circostanze, ritrovare un volto conosciuto, anche poco conosciuto. Cos&igrave; &egrave; stato questa volta. Avevo avuto l&rsquo;opportunit&agrave; di incontrare a Milano, un paio di mesi prima, il greco che mi ha raccolto in aeroporto. Il tempo di qualche piacevole convenevole, che subito l&rsquo;interlocutore mi rende noto che, per motivi logistici, la camera di albergo &egrave; in un villaggio turistico. Ecco di nuovo questa strana sensazione mentre faccio il check-in nel villaggio. Certo, il villaggio non &egrave; di quelli faraonici, ho a disposizione una classica camera e non un bungalow, ma insomma l&rsquo;ambiente &egrave; quello spensierato e vacanziero e mi sento un po&rsquo; estraneo con ritmi e tempi non adatti al luogo.</p>
<p align="center"><a title="Kos #6 by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2678222640/"><img height="375" alt="Kos #6" src="http://farm4.static.flickr.com/3031/2678222640_38eaf4f0fe.jpg" width="500" /></a></p>
<p>Partito Mercoled&igrave; pomeriggio, la prospettiva era di un Gioved&igrave; pieno di lavoro, di mezzo Venerd&igrave; con rientro in serata. Purtroppo il lavoro si &egrave; protratto e si &egrave; portato via tutto il Venerd&igrave; e Sabato. Per Domenica posto in aereo non ne ho trovato e sistemate le cose da sistemare mi &egrave; rimasto (fortunatamente) pi&ugrave; di mezza giornata per fare il turista. Kos non &egrave; grandissima ed &egrave; attraversata per la sua lunghezza da una strada principale che in circa 40km raccorda le due grandi citt&agrave; agli estremi: Kos e Kefalos. Il noleggio auto &egrave; economico e, di Domenica, anche facile. Con 50 &euro; mi sono riservato a km illimitati una macchina (piccola ma con condizionatore). Molti noleggiano anche moto e moto a 4 ruote, ma il vento pu&ograve; essere alla lunga fastidioso.</p>
<p align="center"><a title="Kos #8 by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2677507943/"><img height="332" alt="Kos #8" src="http://farm4.static.flickr.com/3279/2677507943_99d88d3f6d.jpg" width="500" /></a></p>
<p>Prima tappa Kos, cittadina che si protende verso la Turchia: &egrave; l&igrave;, in effetti, a poche decine di minuti di traghetto, sembra di poterla toccare. Qualche rovina greca, romana e pochi accenni di architettura arabeggiante, contrastante con la tipiche costruzioni greche, offrono spunti per una visita turistica. Una corsa poi a Zia in collina (pi&ugrave; di 500 m s.l.m.). Da qui grande panorama con vista dell&rsquo;isola di Kalymnos; suggeriscono di assistere al tramonto. Io azzardo di suggerire visita all&rsquo;alba e possibilmente in un periodo meno caldo. Poi gi&ugrave; verso Kardamena, fermandosi a &ldquo;studiare&rdquo; alcune chiese tipiche dei luoghi. Suggestiva la discesa a Kardamena. E qui si entra nel regno del vacanziere balneare. La costa sud sembra quella con il mare migliore e le spiagge pi&ugrave; belle: da Kardamena fino Kefalos. Una breve escursione verso l&rsquo;interno per potere prendere la strada verso Kefalos e visitare questa splendida zona dominata dalla vista dell&rsquo;isola di Nisiros.</p>
<p align="center"><a title="Kos #3 by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2656033515/"><img height="280" alt="Kos #3" src="http://farm4.static.flickr.com/3135/2656033515_c7c27a36ce.jpg" width="500" /></a></p>
<p>E&rsquo; tempo di rientrare in albergo e anche di concludere questo breve racconto. Ma prima vorrei suggerire a coloro che vanno a Kos in aereo di cercarsi un posto vicino al finestrino. Il panorama, dalla costa Ionica della Grecia fino a Kos &egrave; fantastico.</p>
<p>Dimenticavo: per il ritorno ho trovato una combinazione di voli di linea verso Atene e da l&igrave; a Milano. Ho pensato: mi sentir&ograve; pi&ugrave; a mio agio! Viaggio ottimo; il volo da Atene era per&ograve; pieno di turisti che rientravano ma questa volta quella strana sensazione del viaggio di andata mi ha abbandonato: forse, finito il lavoro, mi sono sentito anch&rsquo;io un po&rsquo; in vacanza! </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=19"/>
		<issued>2008-07-17T23:32:06+01:00</issued>
		<modified>2008-07-17T23:32:06+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=19#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Un americano tranquillo]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=18</id>
		<created>2008-06-27T23:00:41+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>&ldquo;<strong>A Quiet American</strong>&rdquo; &egrave; il titolo originale di questo romanzo di <strong>Graham Greene</strong>. Pubblicato in Inghilterra la prima volta nel 1955; rievoca il dramma che il <strong>Vietnam</strong> allora viveva e anticipa quello che avrebbe pi&ugrave; avanti vissuto.</p>
<p>E&rsquo; ambientato in un momento cardine della storia di questo paese: i dominatori francesi cominciano a prendere tragicamente atto dell&rsquo;impossibilit&agrave; di mantenerne il controllo e gli americani cominciano a porre le basi per prenderne il posto.</p>
<p>Questa realt&agrave;, nelle pagine del romanzo, &egrave; intrecciata con la storia dei tre personaggi: <strong>Fowler</strong>, cinico e non pi&ugrave; giovane giornalista inglese, <strong>Phoung</strong>, giovane avvenente e misteriosa donna vietnamita e <strong>Pyle</strong>, l&rsquo;americano tranquillo, l&rsquo;idealista elegante e socievole americano.</p>
<p>La vicenda che se ne dipana &egrave; quella del triangolo ma parlare di storia di amore non &egrave; possibile, vuoi per il cinismo (o realismo?) che permea i personaggi, vuoi per l&rsquo;intreccio con la realt&agrave; storica del paese che scandisce i ritmi della vicenda. In una chiave di lettura, <strong>Pyle</strong> potrebbe rappresentare l&rsquo;idealismo pronto a portare, tranquillamente, distruzione pur di affermare i propri ideali. <strong>Fowler</strong> rappresenta il cinismo di chi si pone al di sopra del conflitto e, pur comprendendone i tragici confini, non vuole farsi coinvolgere; nonostante ci&ograve; si far&agrave; coinvolgere ma solo (apparentemente?) per questioni personali. <strong>Phoung</strong> in questa vicenda, rappresenta il terzo (la vittima?): &egrave; schiacciata tra i due uomini, tra idealismo e cinismo, che per&ograve; rappresentano per lei una possibilit&agrave; di salvezza e di una vita &ldquo;normale&rdquo;.</p>
<p>Questo intreccio ci &egrave; raccontato da <strong>Greene</strong> in un modo che non ci permette di trarre facili giudizi morali. Come sua consuetudine, i personaggi e le vicende sono presentati con grande realismo; come nella realt&agrave; il confine tra buono e cattivo &egrave; spesso labile e sfuggente, cos&igrave; <strong>Greene</strong> costruisce i suoi personaggi e le loro storie. E in questo si dimostra grande scrittore, perch&eacute; ci lascia con dubbi e perplessit&agrave;, ci costringe a riflettere per arrivare a giudizi, a delle etichette che siamo abituati ad attribuire ma che in questo caso sono sfuggenti.</p>
<p>La trama &egrave; ben costruita ed inizia subito con la misteriosa morte di <strong>Pyle</strong>: tutta la vicenda si svolge alternandosi tra flash-back e racconto in diretta. Il mistero avvinghia il lettore all&rsquo;inizio e lo costringer&agrave; nella trappola preparata da <strong>Greene</strong> fino alla fine&hellip;</p>
<p>Di questo romanzo sono stati tratti ben due film. Il primo, americano, realizzato nel 1958 &egrave; un film dove la necessit&agrave; della propaganda anticomunista stravolge il carattere dei personaggi e la storia. Greene non ne fu contento e lo defin&igrave; &ldquo;<strong>propaganda film for America</strong>&rdquo;. Il secondo, del 2002, &egrave; invece&nbsp;aderente al libro e allo spirito di <strong>Greene.</strong>&nbsp;Ha come protagonisti <strong>Michael</strong> <strong>Caine</strong> e <strong>Brendan</strong> <strong>Fraser</strong>&nbsp;ed ha&nbsp;avuto un buon successo di pubblico negli <strong>Stati Uniti</strong>. </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=18"/>
		<issued>2008-06-27T23:00:41+01:00</issued>
		<modified>2008-06-27T23:00:41+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=18#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Casole d'Elsa]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=17</id>
		<created>2008-06-22T17:44:17+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Uno scorcio di Casole d'Elsa nel cuore della Toscania.</p>
<p align="center"><a title="Casole d'Elsa #1 by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2600929094/"><img height="333" alt="Casole d'Elsa #1" src="http://farm4.static.flickr.com/3235/2600929094_873270bd69.jpg" width="500" /></a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=17"/>
		<issued>2008-06-22T17:44:17+01:00</issued>
		<modified>2008-06-22T17:44:17+01:00</modified>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=17#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Un'opera di Botta]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=14</id>
		<created>2008-06-08T18:05:08+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.ars21.net/blog/?p=58"><font size="6"><strong>Visita la versione sul nuovo blog!</strong></font></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.ars21.net/blog/?p=58"><font size="6"><strong>Visit the new version!</strong></font></a></p>
<p align="center"><a title="Church Interior (DSCN2361) by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2561567170/"><img height="375" alt="Mountain Church (DSCN2361)" src="http://farm4.static.flickr.com/3176/2561567170_825348d610.jpg" width="500" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le immagini che oggi presento si riferiscono alla chiesa di S. Giovanni Battista edificata a Mogno in Val Maggia su progetto del famoso architetto svizzero Mario Botta. </p>
<p align="center"><a title="Church Interior (DSCN2367) by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/400984348/"><img height="375" alt="Church Interior (DSCN2367)" src="http://farm1.static.flickr.com/174/400984348_14cfe77c17.jpg" width="500" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La costruzione, terminata nel 1996, sostituisce l&rsquo;originale chiesa di S. G. Battista del 1638 distrutta da una frana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><a title="Church Interior (DSCN2368) by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/141572410/"><img height="375" alt="Church Interior (DSCN2368)" src="http://farm1.static.flickr.com/53/141572410_66c7fec2f6.jpg" width="500" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le foto sono state scattate in data 1 Agosto 2005 (che peraltro &egrave; festa nazionale in Svizzera), durante una gita in Val Maggia. Sfortunatamente il tempo non era dei migliori e ha reso difficile scattare buone foto. La valle &egrave; splendida, soprattutto nella parte pi&ugrave; alta; questa opera di Botta aggiunge motivo di visita.</p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/DSCN2364ard.jpg" align="absMiddle" /></p>
<p>Trovandosi da quelle parti non si pu&ograve; perdere l&rsquo;occasione di visitarla. </p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/DSCN2365ard.jpg" align="absMiddle" /></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><a title="Church Interior (DSCN2370) by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2561655554/"><img height="375" alt="Church Interior (DSCN2370)" src="http://farm4.static.flickr.com/3136/2561655554_b2b9a57cf4.jpg" width="500" /></a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=14"/>
		<issued>2008-06-08T18:05:08+01:00</issued>
		<modified>2008-06-08T18:05:08+01:00</modified>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=14#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Skeleton]]></title>
		<id>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=13</id>
		<created>2008-06-05T22:45:36+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><a title="Skeleton #2 by kyllwtr, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/kyllwtr/2338583314/"><img height="295" alt="Skeleton #2" src="http://farm4.static.flickr.com/3076/2338583314_eba85d8707.jpg" width="500" /></a></p>
<p>Aeroporto Charles De Gaulle, Parigi; Luglio 2007</p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=13"/>
		<issued>2008-06-05T22:45:36+01:00</issued>
		<modified>2008-06-05T22:45:36+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.ars21.net/dblog/articolo.asp?articolo=13#commenti</wfw:comments>
	</entry>
</feed>