Lo sentivo da qualche mese; ho cercato di prevenirlo. Tanta attenzione nelle cose fatte, tante raccomandazioni affinché si operasse in un certo modo. Non so se perché incapace di prevedere tutto o incapace di farmi ascoltare, alla fine, tra i tanti possibili problemi, qualcosa è andato storto. Così, nei primi giorni del mese, tre giorni dopo il ritorno di moglie e figlia da una splendida breve vacanza di mare nell’isola di KOS, in Grecia, eccomi in coda per il check-in di un volo diretto a KOS, per lavoro!

Già, in coda per il check-in. Trolley da una parte, borsa con computer in spalla e cellulare che squilla. Mi guardo attorno, mentre cerco di farfugliare qualche assennata spiegazione al mio interlocutore remoto, e vedo persone in bermuda, aspetto rilassato, famiglie e bambini. Tutto normale, in fondo; sono io che sono fuori posto! Il volo è stato noleggiato da operatori turistici e l’infiltrato sono io. Il fatto è che, dato il breve preavviso, l’unico volo trovato è un last-minute.

Il viaggio è stato comunque piacevole. Il destino (?) ha voluto assegnarmi il posto in una fila vuota. E così da solo, in un aereo abbastanza pieno, mi sono sentito ancora un poco più infiltrato. Atterrato a KOS, mi sono detto, mentre aspettavo che venissero a prendermi, questo strano imbarazzo adesso termina.
E’ sempre piacevole, in queste circostanze, ritrovare un volto conosciuto, anche poco conosciuto. Così è stato questa volta. Avevo avuto l’opportunità di incontrare a Milano, un paio di mesi prima, il greco che mi ha raccolto in aeroporto. Il tempo di qualche piacevole convenevole, che subito l’interlocutore mi rende noto che, per motivi logistici, la camera di albergo è in un villaggio turistico. Ecco di nuovo questa strana sensazione mentre faccio il check-in nel villaggio. Certo, il villaggio non è di quelli faraonici, ho a disposizione una classica camera e non un bungalow, ma insomma l’ambiente è quello spensierato e vacanziero e mi sento un po’ estraneo con ritmi e tempi non adatti al luogo.

Partito Mercoledì pomeriggio, la prospettiva era di un Giovedì pieno di lavoro, di mezzo Venerdì con rientro in serata. Purtroppo il lavoro si è protratto e si è portato via tutto il Venerdì e Sabato. Per Domenica posto in aereo non ne ho trovato e sistemate le cose da sistemare mi è rimasto (fortunatamente) più di mezza giornata per fare il turista. Kos non è grandissima ed è attraversata per la sua lunghezza da una strada principale che in circa 40km raccorda le due grandi città agli estremi: Kos e Kefalos. Il noleggio auto è economico e, di Domenica, anche facile. Con 50 € mi sono riservato a km illimitati una macchina (piccola ma con condizionatore). Molti noleggiano anche moto e moto a 4 ruote, ma il vento può essere alla lunga fastidioso.

Prima tappa Kos, cittadina che si protende verso la Turchia: è lì, in effetti, a poche decine di minuti di traghetto, sembra di poterla toccare. Qualche rovina greca, romana e pochi accenni di architettura arabeggiante, contrastante con la tipiche costruzioni greche, offrono spunti per una visita turistica. Una corsa poi a Zia in collina (più di 500 m s.l.m.). Da qui grande panorama con vista dell’isola di Kalymnos; suggeriscono di assistere al tramonto. Io azzardo di suggerire visita all’alba e possibilmente in un periodo meno caldo. Poi giù verso Kardamena, fermandosi a “studiare” alcune chiese tipiche dei luoghi. Suggestiva la discesa a Kardamena. E qui si entra nel regno del vacanziere balneare. La costa sud sembra quella con il mare migliore e le spiagge più belle: da Kardamena fino Kefalos. Una breve escursione verso l’interno per potere prendere la strada verso Kefalos e visitare questa splendida zona dominata dalla vista dell’isola di Nisiros.

E’ tempo di rientrare in albergo e anche di concludere questo breve racconto. Ma prima vorrei suggerire a coloro che vanno a Kos in aereo di cercarsi un posto vicino al finestrino. Il panorama, dalla costa Ionica della Grecia fino a Kos è fantastico.
Dimenticavo: per il ritorno ho trovato una combinazione di voli di linea verso Atene e da lì a Milano. Ho pensato: mi sentirò più a mio agio! Viaggio ottimo; il volo da Atene era però pieno di turisti che rientravano ma questa volta quella strana sensazione del viaggio di andata mi ha abbandonato: forse, finito il lavoro, mi sono sentito anch’io un po’ in vacanza!