Di Admin (del 01/11/2005 @ 00:00:01, in dBlog, linkato 54 volte)
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Benvenuto in dBlog 2.0 CMS Open Source, la piattaforma Open Source per il tuo Blog. Grazie a dBlog puoi disporre di moltissime funzionalità e vantaggi tra cui:
Tecnologia diffusa dBlog CMS Open Source utilizza la collaudatissima coppia Microsoft ASP 3.0 + DataBase Microsoft Access, è pertanto molto facile trovare un hosting che ne permetta l'utilizzo ed altrettanto semplice reperire informazioni per eventuali modifiche.
Installazione semplice dBlog CMS Open Source non richiede installazioni particolari, è infatti sufficiente scaricare il file, scompattarlo e pubblicare l'ambiente cosí com'è (contiene già l'utente amministratore).
Contenuto flessibile: testo e foto dBlog CMS Open Source è sia un Weblog che un Photoblog infatti è organizzato in due aree che prevedono la possibilità di pubblicare sia articoli che fotografie.
Feed RSS, Atom e PermaLink In dBlog CMS Open Source sono state integrate due delle più comode funzionalità tipiche dei blog il Feed RSS 0.91 e Atom 0.3 per la condivisione degli articoli ed il PermaLink che permette un link diretto verso il contributo.
Commenti degli utenti dBlog CMS Open Source permette di associare i commenti dei navigatori ai singoli articoli o fotografie (sia in popup che nella pagina), l'amministratore può disabilitare questa funzionalità con un clic.
Filtro parolacce dBlog CMS Open Source permette all'amministratore di filtrare alcuni termini nei commenti da parte degli utenti.
Classifiche dei contenuti dBlog CMS Open Source prevede una classifica degli articoli più letti e delle fotografie più visitate. L'amministratore può disabilitare questa funzionalità con un clic.
Upload integrato Un componente per l'upload permette di utilizzare dBlog CMS Open Source da qualsiasi computer dotato semplicemente di browser, ma di sfruttare anche la possibilità di pubblicare un file multimediale o un allegato.
Header dinamico dBlog CMS Open Source permette di gestire in maniera dinamica le fotografie e le citazioni che compaiono nell'intestazione, lasciando all'amministratore la scelta dei contenuti da mostrare
Stampa ottimizzata dBlog CMS Open Source permette ai navigatori di visualizzare e stampare i post e le fotografie in un formato adatto, senza la grafica del sito
Utenti online dBlog CMS Open Source permette di abilitare la visualizzazione del numero di utenti collegati in un determinato momento. L'amministratore può disabilitare questa funzionalità con un clic.
Calendario perpetuo dBlog CMS Open Source dispone di un comodo calendario perpetuo che permette di visualizzare a colpo d'occhio i giorni in cui sono stati pubblicati dei contributi.
Ricerca interna dBlog CMS Open Source è corredato di una funzione che permette di reperire velocemente informazioni effettuando una ricerca per parola chiave sia tra gli articoli che tra le fotografie. L'amministratore può disabilitare questa funzionalità con un clic.
Sondaggi interattivi dBlog CMS Open Source permette di effettuare sondaggi a risposta chiusa tra i visitatori, di visualizzare graficamente la situazione attuale dei voti e di mantenerne lo storico. L'amministratore può disabilitare questa funzionalità con un clic.
Compatibilità con gli standard Nella versione standard dBlog CMS Open Source funziona allo stesso modo su tutti i principali browser disponibili grazie al supporto XHTML e CSS W3C compliant.
Meta tag dinamici dBlog CMS Open Source è orientato all'indicizzazione sui motori di ricerca, le Keyword per i post e le fotografie vengono generate in automatico per ogni pagina
Gestione remota completa dBlog CMS Open Source è interamente gestibile online grazie ad un Pannello di controllo ad accesso riservato da quale è possibile controllare l'intera piattaforma ed ogni sua funzionalità: per utilizzare la piattaforma dBlog sia come utente che come amministratore serve solo ed esclusivamente un browser web.
Multi-utente dBlog CMS Open Source prevede tre tipologie di utenza ovvero gli utenti, i collaboratori e gli amministratori. Rispettivamente gli utenti sono coloro che visitano il blog e scrivono/leggono i commenti, i collaboratori sono coloro che possono pubblicare articoli e fotografie, mentre gli amministratori sono coloro che gestiscono il sistema.
Testi dinamici ed esterni Tutti i testi, i messaggi, gli errori, i colori, etc visualizzati nella piattaforma sono personalizzabili dinamicamente ed in maniera visuale tramite un apposito pannello dettagliato, è quindi possibile localizzare (tradurre) il software in ogni lingua.
CMS ed editor visuale dBlog CMS Open Source dispone di un Content Management System grazie al quale è possibile gestire tutto il contenuto ed il materiale relativo senza nessuno strumento aggiuntivo oltre al browser e senza disporre di alcuna conoscenza ASP. Grazie ad un potente editor WYSIWYG integrato è inoltre possibile produrre testi multimediali e formattati senza scrivere codice HTML.
Scheduling dei contenuti La pubblicazione del contenuto prevede la possibilità di schedularne l'uscita per una data futura, il sistema si preoccuperà in automatico di gestire la visualizzazione ai navigatori.
Statistiche interne dBlog CMS Open Source dispone di un piccolo sistema di statistiche che a colpo d'occhio permette di comprendere i numeri del blog.
Moderazione dei commenti dBlog CMS Open Source permette di moderare e cancellare i commenti inviati dagli utenti, ad esempio per limitare fenomeni di spam.
File manager integrato dBlog CMS Open Source integra uno strumento per la gestione delle fotografie e dei file multimediali, è dunque sempre possibile cancellarli anche dopo l'upload sul server.
Manutenzione del DataBase dBlog CMS Open Source dispone di uno strumento per la compressione periodica del database Access, in maniera tale da garantire nel tempo un corretto funzionamento e uno storico dei backup.
Resize (ridimensionamento) automatico delle foto dBlog CMS Open Source dispone di uno strumento integrato per il resize automatico delle fotografie per il fotoblog: se l'hosting supporta ASP.NET è possibile attivare questa funzionalità e lasciare alla piattaforma il compito di ridimensionare l'immagine ed adattarla per il web (supporta jpg, gif e png).
Podcast dBlog CMS Open Source integra un player flash per l'ascolto online di file in formato mp3, permette quindi di pubblicare un podcast audio con estrema facilità.
Template personalizzabili dBlog CMS Open Source permette di modificare agevolmente il template grafico del sito, separando il layout dal codice di programmazione, in questo modo ogni web designer può rivedere (anche completamente!) l'impostazione del sito senza modificare per nulla la programmazione. Inolte, grazie a questa caratteristica, i futuri aggiornamenti saranno completamente trasparenti poiché non andranno ad intaccare i layout modificati.
Requisiti Per l'utilizzo della piattaforma non è necessario acquistare alcuna licenza, ma semplicemente sottoscrivere la licenza GPL relativa a dBlog. Il servizio di Hosting invece dovrà disporre di un server Windows 2000 o Windows 2003 con supporto ASP, di almeno una cartella con i permessi di scrittura ed eventualmente di un componente per l'invio delle mail (dBlog contiene già il codice di Persist ASPEMail, Microsoft CDONTS e Microsoft CDOSYS). dBlog è già predisposto anche per l'utilizzo su Aruba che offre ai suoi clienti in hosting caratteristiche strutturali abbastanza particolari.
Licenza dBlog Open Source è distribuito sotto licenza GPL standard (il testo completo è disponibile nel pacchetto del software) può quindi essere utilizzato negli ambiti previsti dalla licenza stessa, il copyright rimane in qualsiasi caso di proprietà di Marlenek. Per sapere se il proprio blog è in regola con le richieste della licenza è possibile consultare queste due pagine: sul sito ufficiale e sul forum.
Ringraziamenti e consigli Un grazie particolare a Visuddhi, Spidergirl, Salvatore e tutti quelli che hanno collaborato in qualche modo a dBlog. Se desideri dare maggiore visibilità al tuo blog utilizza i servizi di Blogitalia.it "la directory italiana dei blog".
Contatti Per qualsiasi dubbio, per contribuire o per semplici richieste di informazioni fai riferimento al sito ufficiale.
Di kyllwtr (del 18/05/2008 @ 19:16:38, in Letture, linkato 233 volte)
La presenza di Andrea Camilleri di ieri 17/05 al programma di Fazio "Che tempo che fa", fornisce lo spunto per una considerazione. La considerazione non è tanto relativa al programma e alla presenza di Camilleri (preceduta da quella altrettanto interessante di Piero Angela), che peraltro non può che ricevere complimenti da parte mia, ma, un poco più prosaicamente, è relativa al destino dei detective in carta stampata. L'argomento è stato sollevato da Fazio con una domanda esplicita a Camilleri: "E' vero che ha già scritto l'ultimo capitolo di Montalbano?". In vero, per chi frequenta le storie di Montalbano, i segnali di un'avanzata della vecchia e della stanchezza del commissario erano evidenti. Non si tratta, chiarisco, di una stanchezza letteraria, anzi la scrittura (e la lettura) sono fresche e piacevoli. Si tratta proprio di acciacchi e stanchezza che il personaggio Montalbano comincia a vivere causa l'avanzare degli anni. Qualche sintomo si era già avuto nei precedenti romanzi, ma nell'ultimo, Il campo del Vasaio (edito da Sellerio), questi si mostrano in modo più esplicito. E’ il graduale preparare il lettore, da parte dell'autore, all'uscita di scena del personaggio. Non sappiamo come e quando ciò avverrà ma Camilleri ha confermato che l’ultimo capitolo è stato scritto (speriamo che nel frattempo ve ne siano degli altri). L’unica certezza data dall’autore è che non morirà e, mi pare di avere capito, non andrà neppure ufficialmente in pensione.
Per un detective in attesa dell’ultimo episodio, un altro è già andato in pensione. Si tratta dell’ispettore John Rebus, personaggio che ha reso famoso il suo autore Ian Rankin. Nell’ultimo romanzo, Exit music (il titolo è quello della versione originale inglese per i tipi di Orion Books, mi pare non ancora uscito in italiano), John lascia il suo lavoro di poliziotto e di personaggio di appassionate letture. Anche in questo caso, i romanzi precedenti sono serviti a preparare il terreno e quindi il fatto non è giunto a sorpresa. Più che gli acciacchi fisici, in questo caso, era la progressiva estraniazione di Rebus dal corpo di polizia, il suo diventare simbolo e reliquia di un modo di fare indagine (e di essere) che appartiene al passato (vedere per esempio Fleshmarket close, titolo della versione inglese anche questo). In questo caso, John va in pensione, ma non sappiamo cosa ne sarà di lui. Mi è difficile pensare a una continuazione del personaggio in un ruolo diverso. Ma non si sa mai……
Un altro detective ci ha lasciato pochi anni fa. Pepe Carvalho, malgrado qualche romanzo postumo, forse non all’altezza, ha dovuto arrendersi, non solo all’avanzata dell’età ma soprattutto alla morte del suo autore, Manuel Vazquez Montalban. Il fatto è stato citato anche da Camilleri nel programma di Fazio. La sua uscita di scena, in questo caso più imprevista, è celebrato nel doppio romanzo postumo Millenio (il primo romanzo è uscito nel 2004) , nel quale Carvalho compie un percorso attorno al mondo al fine di celebrarne il distacco.
A questo punto mi pongo una domanda: che ne sarà di noi poveri lettori abbandonati per raggiunti limiti di età? Cercherò una risposta in un prossimo articolo ma dopo avere confrontato questi personaggi.
Di kyllwtr (del 20/05/2008 @ 22:02:31, in Letture, linkato 54 volte)
Come l’assassino ritorna sul luogo del delitto, rieccomi sulle considerazioni iniziate pochi giorni or sono con il mio primo articolo (Detective in pensione).
I detective di cui ho parlato nel mio articolo (il commissaro Montalbano, l’ispettore John Rebus e l’investigatore privato Pepe Carvalho) sono dei prototipi di una generazione di personaggi che marcano diversità sostanziali con i loro predecessori. Se li confrontiamo con la tradizione anglosassone che può fare riferimento ai personaggi di Agatha Christie e simili, la distanza è siderale e si colma solo con alcuni personaggi della letteratura americana legata più ai polizieschi che al giallo classico.
Se Maigret era un personaggio solitario, prototipo della piccola borghesia francese e parigina, i nostri fanno parte di una generazione che ha basato il proprio modo di vivere sulla rottura anticonformista del modo di vivere legato alla propria condizione sociale. Ma al proprio destino non si scappa ed ecco che, almeno in parte, questo atteggiamento diventa in realtà lo specchio del modo di vivere attuale.
Così non solo John Rebus si trova ad invecchiare con una vita privata un poco “maledetta”, ma con lui invecchia un certo modo di vivere legato alla generazione che, possiamo dire per dare un riferimento temporale, affonda le proprie radici nel ’68. La differenza è tra l’ascolto di un LP e quello di un MP3, passando per il CD. Nei libri di Rankin ciò è ben sottolineato dai rapporti di John coi colleghi più giovani. Carvalho è forse il più cinico e maledetto dei tre, forse ereditando una tendenza del suo autore M.V.Montalban, ma qui il confine è con il sottoproletariato. Il nostro, italico, commissario, invece, è personaggio più rassicurante; la sua trasgressione maggiore è quello di vivere scapolo, eterno fidanzato non fedelissimo, in un’Italia del sud dove sono maggiori i retaggi di una vecchia cultura.
Ma il confronto con i tempi moderni è duro; il computer e la ricerca scientifica hanno fatto il loro ingresso massiccio nelle investigazioni (come nelle relative fiction). Ed è proprio il rapporto di questi personaggi con il computer il segno della difficoltà di confrontarsi con i cambiamenti.
Terminando questa tappa, volevo avvisare coloro che volessero intraprendere un viaggio con questi personaggi, di verificare lo stato del proprio fegato prima di iniziare. I fumi dell’alcool versato nelle pagine possono raggiungere anche il lettore più refrattario mentre la collezione di piatti succulenti e abbondanti può avere effetti negativi sui propri buoni propositi.
Nell’inverno del 2004 mi trovavo ad Agadir, in Marocco.
Clima mite e belle spiagge nonostante la stagione; è meta, durante l'estate, di turismo balneare. Per chi ha poca dimestichezza con la geografia del luogo, il golfo dove sorge Agadir è lo stesso verso il quale si affacciano le Canarie.
La globalizzazione ha reso comune molte cose in tutto il mondo e anche in Marocco. Ma permangono peculiarità legate alle condizioni socio economiche, alla cultura e alle tradizioni.
Mi trovavo, quella mattina, a percorrere in auto alcune strade nella periferia della città. Cominciai a notare una teoria di camion, furgoni e automezzi dedicati al trasporto di cose. Questi erano parcheggiati di traverso sul lato della strada, fuori dalla carreggiata. Alcune persone si muovevano con l’aria di essere in attesa.
Dopo avere rivisto questa scena in un'altra strada, mi azzardai a chiedere al mio accompagnatore come mai tutti questi automezzi fossero parcheggiati in questo modo e cosa facessero quelle persone. Così scoprii che quello che potremmo chiamare il “padroncino” locale (l’autotrasportatore) non dispone di ufficio e non usa la propria abitazione per ricevere chiamate per commesse di lavoro; certamente non dispone neanche di fax. Si mettono pazientemente e ordinatamente in attesa coi loro furgoni e camion in queste strade.
Chi ha bisogno di un trasporto, gira i parcheggi cercando il trasportatore che ritiene più idoneo, più economico o affidabile per commissionarli il trasporto. Ore di attesa, talvolta frustanti poi la trattativa, il mercanteggiamento; alla fine, via, magari per un viaggio di alcuni giorni nel deserto….
Ci sono modi di dire, coi quali siamo cresciuti, il cui vero significato ci sfugge. Nonostante ciò essi sono parte di noi e continuiamo ad utilizzarli con la codifica che ritualmente gli assegniamo.
Tra questi ve ne è uno, oggi forse un po’ in disuso, ma che comunque capita ancora oggi di sentire o usare: “viagià a uf”. Magari utilizzato con altri verbi, tipo mangiare, forse aggiungendo una vocale sì da trasformare “uf” in “ufa” o “ufo”. Il termine è utilizzato per indicare l’ottenimento di un beneficio (il viaggio, il cibo e altro) senza l’esborso di compensi nei casi in cui normalmente ciò è previsto (diciamo anche a “sbafo”).
Il detto non si presta a interpretazioni filologiche e il suo significato, dal punto di vista linguistico, potrebbe essere oscuro.
Di fatto, come molte di queste espressioni, ha origini storiche. La genesi di questo detto è celebrata da una targa posta nel 1998 a Tornavento.
Nel XII e nel XIII secolo iniziarono a trasportare sul Ticino i marmi, provenienti dalle cave di Candoglia e destinati alla costruzione del Duomo di Milano. Al fine di esentarli dai pedaggi, i barconi erano identificati con la scritta “A UF”, “Ad usum fabricae”. La costruzione del duomo si protrasse per moltissimo tempo e i barconi viaggiarono non solo per decenni, ma anche secoli. L’espressione “A UF” si sedimentò e divenne parte del linguaggio.
Chissà, magari scrivendo “A UF” sulle portiere dell’auto potremmo evitare di pagare il pedaggio autostradale….
E’ una città di circa 10.000 abitanti, ma la maggior parte delle sue costruzioni, per lo più basse, vecchie in legno o recenti in stile tradizionale, fanno pensare a un paese. E’ metà turistica, ma le condizioni ambientali sono ostili: la temperatura media annuale è di 2°C; in luglio la media è di poco più di 11°C. E’ adagiata tra il mare e le colline, ma il suo porto non è fulcro di ricca attività commerciale. E’ Hammerfest.
Sorge oltre il 70° di latitudine, a pochi chilometri da Capo Nord e vanta di essere la città più a nord. La sua economia è stata negli ultimi decenni arricchita dalla scoperta di alcuni giacimenti di metano poco al largo delle coste della Norvegia. Anche il turismo di massa ha avuto effetti positivi su questa città che sembrava in lento ma inesorabile declino.
Nonostante tutto, rimane un luogo dove viverci è difficile. Fredda con abbondanti nevicate e molto piovosa. Buio completo o poche ore di luce 6 mesi all’anno e, invece, luce anche per tutta la notte nei rimanenti mesi.
Arrivato in questa realtà, all’inizio di maggio, dopo un giorno di viaggio, proveniente dall’Italia, ho avuto l’impressione di entrare in un mondo diverso. A rafforzare questa impressione non era solo la neve ancora presente, la temperatura invernale o il laghetto ancora gelato. Atterrato alle 21.30 circa e sistemato in albergo, dopo una mezz’ora eravamo alla ricerca di un posto dove cenare. Ed allora mi sono reso conto che quella luce crepuscolare mi avrebbe accompagnato per tutta la notte.
Il tempo è stato nuvoloso per il periodo che sono rimasto lì. E con quelle condizioni atmosferiche, la differenza di luce tra giorno e notte era difficile da percepire. E un po’, questa atmosfera, ha fatto riaffiorare il ricordo di un film allucinato con Al Pacino: Insomnia. Nel film, questo labile confine tra notte e giorno, questa presenza di luce continua era l’humus su cui erano intrecciate le vicende e le emozioni.
Ma ancora più coinvolgente è l’essere stato per quasi un giorno fuori nei fiordi, a una ventina di chilometri da Hammerfest, in mare. In questi luoghi, le tracce di presenza umana sono flebili. Siamo qui tanto abituati a vivere in un ambiente fortemente antropizzato e ricco di infrastrutture che perdersi nel silenzio di grigio mare, grigio cielo e (quasi) grigio terra riporta a dimensioni diverse.
Credo che nelle giornate di sole, si possa godere di un bel paesaggio; ma, tutto sommato, anche nelle condizioni da me trovate, per un breve soggiorno, si può rimanere coinvolti dall’esperienza.
Di kyllwtr (del 01/06/2008 @ 23:47:00, in Attualità, linkato 122 volte)
Le recenti informazioni di stampa hanno dato risalto alla prima applicazione delle nuove norme contro l’immigrazione clandestina. La norma oggetto di clamore è quella che prevede l’aumento di un terzo della pena se chi ha commesso il reato è un clandestino.
In realtà, nel caso specifico, la norma non ha ancora avuto nessun effetto perché il giudice è stato chiamato solo a convalidare gli arresti. Essa avrà effetto più avanti, quando sarà avviato il processo.
Il problema dell’immigrazione e, soprattutto, dell’immigrazione clandestina è un problema serio che crea grandi tensioni e preoccupazioni. Sottovalutare il problema è estremamente pericoloso e favorisce derive razziste. Essendo un problema serio e di difficile approccio non può, però, nel contempo, essere “risolto” con poche e semplici norme di carattere penale.
Non voglio qui affrontare il tema del “reato di immigrazione clandestina”; voglio solo dire che norme simili non sono la soluzione del problema (vedere i paesi che considerano reato l’immigrazione clandestina). Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi (anche se qualcuno lo afferma).
Però la norma introdotta non può non essere commentata.
Giuridicamente credo che sia alquanto forzato legare la valutazione della pena di un qualsiasi reato ad uno stato dell’imputato che non ha nesso con il reato stesso. Se si ritiene illegale la permanenza sul nostro territorio dei clandestini, essi dovrebbero rispondere di questo atto "illegale", ma questo reato non può aggravare la pena relativa ad altri reati non connessi. Semmai, oso dire, sarebbe questo “reato di immigrazione clandestina” ad essere aggravato dal fatto di avere commesso crimini sul nostro territorio. Su questo discuteranno gli avvocati e i giudici fino ai livelli più alti.
C’è purtroppo un altro aspetto di questa norma che è più importante sottolineare. Per alcuni, questa norma è sintomo di una deriva razzista. Non è un sintomo: essa è del tutto e profondamente razzista. Legare la pena comminata ad un imputato ad uno status, giuridico o meno, dello stesso, senza nesso di causalità col reato, è esplicitamente discriminatorio e rende, anche sulla carta, la legge non uguale per tutti.
Non sono necessari espressi riferimenti alla razza per rendere “razzista” leggi o comportamenti, ma basta che siano discriminatori. Oggi sono i clandestini, ma potrebbero essere, domani, i drogati o le persone più basse di un metro e settanta.
Non posso perciò, come cittadino italiano, che provare vergogna per una norma profondamente sbagliata e contraria ai diritti costituzionali e a quelli dell’uomo. La considerazione peggiore è che, come al solito, noi cittadini italiani, ci autoassolveremo affermando che noi non l’abbiamo chiesta e che non l’abbiamo scritta noi. C’è sempre qualcun altro che è responsabile, non noi.
E’ una questione di civiltà! Spero di avere dato uno spunto di riflessione a tutti….