Nel centro di Skopje

La settimana prima di Natale.
Gli ultimi regali da comprare, gli auguri da fare e gli amici da incontrare…..
Ho invece un aereo da prendere, anzi due.

Per andare in Macedonia, non c’è un volo diretto Malpensa-Skopje.
Le rotte offrono diverse alternative: Milano-Sofia-Skopje, Milano-Belgrado-Skopje, Milano-Vienna-Skopje e altre strane combinazioni.
Alla fine opto per Vienna, anche se il volo mattutino delle 07.10 prevede una levataccia.

Il viaggio scorre tranquillo, aiutato da una facile lettura; all’aeroporto Alessandro il Grande di Skopje mi attendono.
L’aeroporto non è grande ma la struttura è piuttosto nuova. Durante il tragitto verso il centro della città mi spiegano che è stato appaltato, insieme a quello di Ohrid (secondo aeroporto e con importante valenza turistica), ad una multinazionale Turca.

I 17 km di autostrada trascorrono velocemente e siamo già in periferia.
Skopje con quasi 700.000 abitanti è il cuore della Macedonia che ha una popolazione totale di poco più di 2 milioni. Se si considera che il fenomeno del pendolarismo quotidiano porta la popolazione diurna della capitale a circa 1 milione di persone, possiamo dire che metà della popolazione del paese risiede/lavora qui.

Il paese non è ricco, ha peraltro un tasso di disoccupazione elevato, mi dicono il 30%, le risorse non sono tante e quindi sicuramente non possono attendermi costruzioni sfolgoranti come quelle di Dubai o Singapore.
In periferia le costruzioni sono ovviamente più vecchie o povere, alcune anche fatiscenti, man mano che il centro si approssima diventano più dignitose.
Qui l’impressione è buona anche se sembra ancora pesante l’eredità dell’architettura socialista mutuata dall’appartenenza alla ex-Yugoslavia.
A differenza delle altre nuove capitali nate dall’esplosione della vecchia Yugoslavia, Skopje non ha però subito l’influsso della ricca tradizione imperiale e mitteleuropea.

Vi sono in compenso le tracce lasciate dei Turchi che qui vi sono stati per circa 5 secoli.
Le tracce non sono solo nell’architettura, vedi ad esempio il forte di KALE, ma nella cultura e nella gastronomia.

I Macedoni sono comunque un popolo fiero e ospitale, o quanto meno a me sono parsi tali.
Ho potuto assaggiare alcuni piatti tradizionali che ho trovato molto buoni.
La loro cucina fa molto uso di verdure, che puoi trovare nei ristoranti sotto forma di ricche insalate con aggiunta di qualche formaggio, e di carne, prevalentemente maiale ma anche manzo.

Ho sentito diverse lamentele sulle spese che il loro primo ministro sta sostenendo per ‘abbellire’ il centro della capitale. Certamente pensando alla generale poca ricchezza dei Macedoni, alle poche risorse e ai soldi spesi non in infrastrutture ma in statue e fontane, un po’ di perplessità mi ha contagiato.

I tre giorni di lavoro sono trascorsi veloci; poco ho potuto vedere, anche perchè la sera diventa buio presto. Speriamo in una prossima visita estiva.

Il giorno del rientro una nevicata imbianca Skopje e dintorni; fortunatamente non pone problemi al mio volo. A Vienna, poi, ritrovo il sole….

 

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