Fine delle news gratis?

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Grazie al web le notizie ci arrivano quasi in tempo reale e gratuite.
Abbiamo la possibilità di scegliere anche la fonte e di confrontare diverse versioni.
Tutte le maggiori testate giornalistiche e radiotelevisive hanno predisposto siti eccellenti per la divulgazione delle notizie.

A tutto questo è contrapposto un calo delle vendite delle copie stampate.
Personalmente non addebito questo calo tanto alla disponibilità su web delle informazioni.
Il lettore, nel quotidiano, oggi, cerca l’approfondimento più che la notizia. E non è stato il web a dettare questa mutazione, ma la radio e la televisione.

Il problema è che il lettore non ha tempo per l’approfondimento, o, meglio, ce l’ha in particolari situazioni (fine settimana, vacanze ecc.).
In aggiunta a ciò, spesso, non nascondiamocelo, i giornali tradiscono i loro obbiettivi e i loro lettori con articoli di scarsa qualità e con poco giornalismo vero. Non parliamo poi della faziosità politica o lobbistica che arriva, più spesso che talvolta, a sostituire “la verità” con “gli interessi”.

Aggiungiamo concorrenza di TV e radio e si può ben comprendere la difficoltà della carta stampata a sopravvivere.

In questo quadro sono interessanti le dichiarazioni di un grande protagonista dell’editoria, Murdoch, che, presentando i conti della sua New Corp., si è mostrato fiducioso sulla ripresa di profittabilità delle sue impresi editoriali.
Egli ha però aggiunto che “non vi è dubbio che il modello di business tradizionale dei giornali deve essere ripensato al fine di far ritornare al profitto le testate giornalistiche”.
A questo scopo si prefigge nei prossimi anni di far pagare per l’accesso alle informazioni tramite internet.
Se questa scelta dovesse fornire risultati positivi, dobbiamo aspettarci che altri seguiranno questo percorso, cambiando in modo significativo anche le caratteristiche del web.

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