Questione di civiltà (post del 1 Giugno 2008)

Questo post è stato pubblicato per la prima volta il 1° Giugno 2008 nella prima versione del mio blog. E’ quì ripubblicato per archiviazione. Essendo un post legato all’attualità, potrebbe essere non più attuale.

 

Le recenti informazioni di stampa hanno dato risalto alla prima applicazione delle nuove norme contro l’immigrazione clandestina. La norma oggetto di clamore è quella che prevede l’aumento di un terzo della pena se chi ha commesso il reato è un clandestino.

In realtà, nel caso specifico, la norma non ha ancora avuto nessun effetto perché il giudice è stato chiamato solo a convalidare gli arresti. Essa avrà effetto più avanti, quando sarà avviato il processo.

Il problema dell’immigrazione e, soprattutto, dell’immigrazione clandestina è un problema serio che crea grandi tensioni e preoccupazioni. Sottovalutare il problema è estremamente pericoloso Continue reading “Questione di civiltà (post del 1 Giugno 2008)”

Hammerfest

E’ una città di circa 10.000 abitanti, ma la maggior parte delle sue costruzioni, per lo più basse, vecchie in legno o recenti in stile tradizionale, fanno pensare a un paese. E’ metà turistica, ma le condizioni ambientali sono ostili: la temperatura media annuale è di 2°C; in luglio la media è di poco più di 11°C. E’ adagiata tra il mare e le colline, ma il suo porto non è fulcro di ricca attività commerciale. E’ Hammerfest.

Sorge oltre il 70° di latitudine, a pochi chilometri da Capo Nord e vanta di essere la città più a nord. La sua economia è stata negli ultimi decenni arricchita dalla scoperta di alcuni giacimenti di metano poco al largo delle coste della Norvegia. Anche il turismo di massa ha avuto effetti positivi su questa città che sembrava in lento ma inesorabile declino.

Nonostante tutto, rimane un luogo dove viverci è difficile. Fredda con abbondanti nevicate e molto piovosa. Buio completo o poche ore di luce 6 mesi all’anno e, invece, luce anche per tutta la notte nei rimanenti mesi.

Arrivato in questa realtà, all’inizio di maggio, dopo un giorno di viaggio, proveniente dall’Italia, ho avuto l’impressione di entrare in un mondo diverso. A rafforzare questa impressione non era solo la neve ancora presente, la temperatura invernale o il laghetto ancora gelato. Atterrato alle 21.30 circa e sistemato in albergo, dopo una mezz’ora eravamo alla ricerca di un posto dove cenare. Ed allora mi sono reso conto che quella luce crepuscolare Continue reading “Hammerfest”

Viagià a uf

Ci sono modi di dire, coi quali siamo cresciuti, il cui vero significato ci sfugge. Nonostante ciò essi sono parte di noi e continuiamo ad utilizzarli con la codifica che ritualmente gli assegniamo.

Tra questi ve ne è uno, oggi forse un po’ in disuso, ma che comunque capita ancora oggi di sentire o usare: “viagià a uf”. Magari utilizzato con altri verbi, tipo mangiare, forse aggiungendo una vocale sì da trasformare “uf” in “ufa” o “ufo”. Il termine è utilizzato per indicare l’ottenimento di un beneficio (il viaggio, il cibo e altro) senza l’esborso di compensi nei casi in cui normalmente ciò è previsto (diciamo anche a “sbafo”).

Il detto non si presta a interpretazioni filologiche e il suo significato, dal punto di vista linguistico, potrebbe essere oscuro.

Il ponte di ferro a Tornavento

Di fatto, come molte di queste espressioni, ha origini storiche. La genesi di questo detto è celebrata da una targa posta nel 1998 a Tornavento Continue reading “Viagià a uf”

Aspettando l’ingaggio

Nell’inverno del 2004 mi trovavo ad Agadir, in Marocco.

Clima mite e belle spiagge nonostante la stagione; è meta, durante l’estate, di turismo balneare. Per chi ha poca dimestichezza con la geografia del luogo, il golfo dove sorge Agadir è lo stesso verso il quale si affacciano le Canarie.

La globalizzazione ha reso comune molte cose in tutto il mondo e anche in Marocco. Ma permangono peculiarità legate alle condizioni socio economiche, alla cultura e alle tradizioni.

Mi trovavo, quella mattina, a percorrere in auto alcune strade nella periferia della città. Cominciai a notare una teoria di camion, furgoni e automezzi dedicati al trasporto di cose. Questi erano parcheggiati di traverso sul lato della strada, fuori dalla carreggiata. Alcune persone si muovevano con l’aria di essere in attesa.

Camion in attesa

Dopo avere rivisto questa scena in un’altra strada, mi azzardai Continue reading “Aspettando l’ingaggio”

Detective in pensione (seconda parte)

Come l’assassino ritorna sul luogo del delitto, rieccomi sulle considerazioni iniziate pochi giorni or sono con il mio primo articolo (Detective in pensione).

I detective di cui ho parlato nel mio articolo (il commissaro Montalbano, l’ispettore John Rebus e l’investigatore privato Pepe Carvalho) sono dei prototipi di una generazione di personaggi che marcano diversità sostanziali con i loro predecessori. Se li confrontiamo con la tradizione anglosassone che può fare riferimento ai personaggi di Agatha Christie e simili, la distanza è siderale e si colma solo con alcuni personaggi della letteratura americana legata più ai polizieschi che al giallo classico. Continue reading “Detective in pensione (seconda parte)”

Detective in pensione

La presenza di Andrea Camilleri di ieri 17/05 al programma di Fazio “Che tempo che fa”, fornisce lo spunto per una considerazione. La considerazione non è tanto relativa al programma e alla presenza di Camilleri (preceduta da quella altrettanto interessante di Piero Angela), che peraltro non può che ricevere complimenti da parte mia, ma, un poco più prosaicamente, è relativa al destino dei detective in carta stampata. L’argomento è stato sollevato da Fazio con una domanda esplicita a Camilleri: “E’ vero che ha già scritto l’ultimo capitolo di Montalbano?”. In vero, per chi Continue reading “Detective in pensione”