La mente del fotografo

Poco più di un paio di anni fa, ebbi modo di fare una breve recensione del libro di Michael FreemanThe Photographer’s Eye” pubblicato da ILEX, libro peraltro disponibile anche in italiano da LOGOS con il titolo appunto di “L’occhio del fotografo” (del libro ne esiste anche una versione interattiva per iPAD).

Il libro mi aveva soddisfatto, così quando, qualche settimana fa, navigando  su AMAZON, vidi il riferimento ad un nuovo libro di Freeman, atteso in uscita, dal titolo “The Photographer’s Vision” e il riferimento ad un’altra sua opera uscita nel 2010, appunto “The Photographer’s Mind“, pensai bene di procurarmi entrambi i volumi per poi leggerli durante le vacanze natalizie.
Del primo dei due vi parlerò in altra occasione, dedicando questo spazio al secondo.

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L’occhio del fotografo

Il titolo di questo post è la traduzione dall’inglese della frase “The photographer’s Eye” che è stata più volte utilizzata per libri che si occupano di fotografia.

Il post, infatti, tratta di uno di questi libri: “The photographer’s Eye” di Michael Freeman, edito in inghilterra da ILEX (www.ilex-press.com).

Dalla copertina del libro apprendo che Freeman ( http://michaelfreemanphoto.com/ ), oltre che ad essere un valido fotogafo, è anche prolifico scrittore di libri sulla fotografia, avendone pubblicato più di un centinaio.
E’ stato capo fotografo alla rivista Smithsonian per molti anni e ha lavorato per National Geographic e per Time-Life Books.

Freeman

Anticipo subito che, pur essendo la copia in mio possesso in lingua inglese, è disponibile una edizione italiana, edita da Logos, intitolata, naturalmente, “L’occhio del fotografo“, codice EAN 9788879407014, che però non ho potuto visionare per darne un giudizio sulla qualità.

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2666

 2666 è il titolo di un romanzo di Roberto Bolaño, un romanzo in cui la vena affabulatoria dello scrittore mostra il meglio di se e avvinghia il lettore per le sue oltre 1100 pagine.
E’ stato nominato da parte della rivista Time come migliore romanzo del 2008 ed ha avuto altri riconoscimenti.

Il romanzo è diviso in 5 parti: “La parte dei critici”, “La parte di Amalfitano”, “La parte di Fate”, “La parte dei delitti.” e “La parte di Arcimboldi”.
In Italia è pubblicato da Adelphi in due distinti volumi: il primo contiene le prime tre parti, il secondo, più voluminoso, le ultime due.

Il libro, nelle 5 parti, racconta storie diverse, tutte convergenti in un epicentro: Santa Teresa. Una ipotetica città messicana, al confine con gli Stati Uniti.
A Santa Teresa è in corso una strage di donne, uno stillicidio continuo. Ciò che accade qui è ispirato ai reali accadimenti di Ciudad Juárez.
A Juárez, stando ai rapporti di Amnesty International, fino al 2005 sono stati ritrovati 600 cadaveri di giovani donne, ma 1.000 risultano ancora scomparse. A oggi sembra che le investigazioni siano stati abbandonate
La storia di Santa Teresa è il soggetto della “parte” più dura e violenta del romanzo: “La parte dei delitti”. Per quanto dura e violenta, non lo è mai abbastanza in confronto alla tragica realtà.

Le copertine dei libri pubblicati da Adelphi
Le copertine dei libri pubblicati da Adelphi

Il romanzo inizia con la storia di un gruppo di critici europeri, infatuati di uno sfuggevole scrittore (Arcimboldi). La loro carriera cresce alla pari della fama Continue reading “2666”

La linea d’ombra

Pur se scritto in età più che matura (aveva 57 anni), in questo breve libro, “La linea d’ombra“, Joseph Conrad ci parla di giovani; o meglio parla di quello che ad un certo punto, nella vita, ai giovani accade.

Un veliero di oggi in un porto del nord Europa (Bergen in Norvegia).
Il romanzo di Conrad è ambientato nei mari tropicali e il veliero, a differenza di questo, non aveva motori.

“Soltanto i giovani hanno momenti del genere. Non dico i più giovani. […..] Ci si chiude alle spalle il cancelletto dell’infanzia, e si entra in un giardino d’incanti. Persino la penombra qui brilla di promesse. A ogni svolta il sentiero ha le sue seduzioni. E non perché sia questo un paese inesplorato. Lo sappiamo bene che tutta l’umanità è passata di lì.”
Con questo incipit, Conrad introduce Continue reading “La linea d’ombra”

Il matematico e il detective

L’ho trovato sul banco delle novità in libreria ai primi di settembre.
Devo dire che sono rimasto incerto per un po’ se prenderlo o meno, poi la curiosità ha avuto il sopravvento.
Il libro dal titolo italiano “il Matematico e il Detective” di Keith Devlin e Gary Lorden, pubblicato da Longanesi nella collana “La lente di Galileo” diretta da P. Odifreddi, trae spunto dal successo dalla serie di telefilm “NUMBERS” per parlarci di come in realtà la matematica interagisca col sistema giudiziario.
Ho visto diversi episodi della serie è li ho trovati interessanti, quanto meno Continue reading “Il matematico e il detective”

Un americano tranquillo

A Quiet American” è il titolo originale di questo romanzo di Graham Greene. Pubblicato in Inghilterra la prima volta nel 1955; rievoca il dramma che il Vietnam allora viveva e anticipa quello che avrebbe più avanti vissuto.

E’ ambientato in un momento cardine della storia di questo paese: i dominatori francesi cominciano a prendere tragicamente atto dell’impossibilità di mantenerne il controllo e gli americani cominciano a porre le basi per prenderne il posto.

Questa realtà, nelle pagine del romanzo, è intrecciata con la storia dei tre personaggi: Fowler, cinico e non più giovane giornalista inglese, Phoung, giovane avvenente e misteriosa donna vietnamita e Pyle, l’americano tranquillo, l’idealista elegante e socievole americano.

La vicenda che se ne dipana è quella del triangolo ma parlare di storia di amore non è possibile, vuoi per il cinismo Continue reading “Un americano tranquillo”

Detective in pensione (seconda parte)

Come l’assassino ritorna sul luogo del delitto, rieccomi sulle considerazioni iniziate pochi giorni or sono con il mio primo articolo (Detective in pensione).

I detective di cui ho parlato nel mio articolo (il commissaro Montalbano, l’ispettore John Rebus e l’investigatore privato Pepe Carvalho) sono dei prototipi di una generazione di personaggi che marcano diversità sostanziali con i loro predecessori. Se li confrontiamo con la tradizione anglosassone che può fare riferimento ai personaggi di Agatha Christie e simili, la distanza è siderale e si colma solo con alcuni personaggi della letteratura americana legata più ai polizieschi che al giallo classico. Continue reading “Detective in pensione (seconda parte)”

Detective in pensione

La presenza di Andrea Camilleri di ieri 17/05 al programma di Fazio “Che tempo che fa”, fornisce lo spunto per una considerazione. La considerazione non è tanto relativa al programma e alla presenza di Camilleri (preceduta da quella altrettanto interessante di Piero Angela), che peraltro non può che ricevere complimenti da parte mia, ma, un poco più prosaicamente, è relativa al destino dei detective in carta stampata. L’argomento è stato sollevato da Fazio con una domanda esplicita a Camilleri: “E’ vero che ha già scritto l’ultimo capitolo di Montalbano?”. In vero, per chi Continue reading “Detective in pensione”