Il nodo

Abbiamo tutti un problema che ci perseguita da tempo e per il quale non siamo capaci di trovare una soluzione, ma, spesso, solo come conviverci.
Il mio mi perseguita da quando ho memoria.
Ricordo di me, piccolo all’asilo alle prese con questo problema.
Certo non è grosso, se ho potuto conviverci bene e senza (almeno spero) conseguenze traumatiche.

Sì, tutta la mia vita è stata costellata di episodi e situazioni nelle quali le mie scarpe d’un tratto si slacciavano!!!
Una maledizione. Qualunque soluzione abbia provato non ha portato a risultati positivi (eccetto il doppio nodo, usato solo, forse per pigrizia, in situazioni particolari).

Ho addebitato il malefico divincolarsi dei nodi delle scarpe ad ogni sorta di ragione fisica, metafisica e sovrannaturale. Sta di fatto che i nodi delle mie scarpe hanno continuato a divincolarsi.
Infine mi sono dato per vinto e non ci ho più badato. E ho cominciato a far finta che i lacci delle mie scarpe non fossero allentati; a pretendere che non fossero slacciati del tutto. Naturalmente ciò mi ha reso bersaglio di osservazioni del tipo: “Walter guarda che hai le scarpe slacciate, potresti inciampare”.

L’osservazione, non è nuova, mi perseguita, appunto, da che io ho memoria. Ma sentirselo dire a ben più di mezzo secolo di età fa effetto.

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La paura dello Spread

Forse l’avevamo dimenticato, forse non ne abbiamo avuto coscienza, ma questi anni “tranquilli” di finanza allegra sono stati il frutto dell’abbassamento dello spread ottenuto verso la fine degli anni ’90.

Ho raccontato questa storia in un post di qualche anno fa, Occasione Persa, che ho scritto ben prima di questa crisi e che vi invito caldamente a leggere (o a rileggere, se già l’avete fatto), specialmente nelle sue conclusioni.

Oggi mi ripropongo di aggiornare i dati e le conclusioni di quel racconto: gli accadimenti di questi ultimi mesi rendono chiaro il senso di amarezza e di arrabbiatura che aveva generato le mie considerazioni sulla politica fiscale di Tremonti e del governo Berlusconi, a prescindere da ogni altra valutazione politica. Continue reading “La paura dello Spread”

Biennale artisti varesini ad Arsago Seprio

Sabato 15 ottobre è stata inaugurata ad Arsago Seprio la 10A Rassegna Biennale Artisti Varesini che potrà essere visistata fino al 30 di questo mese.
La rassegna mette in mostra opere di pittura e scultura di artisti più o meno affermati della nostra provincia.

Sono ormai più di 20 anni che questa rassegna si svolge con continuità, aggregando  Continue reading “Biennale artisti varesini ad Arsago Seprio”

Difendiamo l’articolo 41

Art. 41.L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Si parla ovviamente della nostra costituzione.
Non è la prima volta, ma ancora oggi è stato rilanciato l’attacco contro questo articolo indicandolo come ostacolo per la crescita economica.

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La maggioranza di governo

Il 16 Dicembre del 2009 scrivevo il post “La maggioranza di governo non esiste più“.
Oggi, ad un anno di distanza stiamo aspettando che le votazioni alle camere ci dicano se ciò sia vero anche formalmente.

Può darsi che le votazioni, complici “acquisti” degli ultimi minuti, possano fare rimanere in sella Berlusconi, ma sarebbe la confessione agli italiani che il governo sopravvivve grazie all’acquisto di voti, a clientele e a patti che poco hanno a che fare con le necessità di questo paese.

Ma come si è arrivati a questa situazione e quali sono gli obiettivi che i principali protagonisti si sono posti?
Un po’ di chiarezza deve essere fatta.

Prima di tutto è opportuno sgombrare il campo dall’idea che Berlusconi sia vittima di manovre di altri (di palazzo) o di errori suoi o di suoi collaboratori.
Vi sono tutti i presupposti per credere che questa situazione sia stata in qualche modo cercata.

La ragione?
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I giovani lasciano l’Italia

Nell’ultimo numero, la rivista TIME dedica alcune pagine al nostro paese.
L’articolo può essere letto qui:
http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,2024136,00.html

Come sempre, negli ultimi anni, vi è poco di lusinghiero in quello che trovo scritto.
La cosa peggiore, però, è che ciò che vi è scritto è in larga parte vero.
Certamente, su alcuni punti, l’articolo è un po’ schematico e tende a far risaltare il fatto come un problema tra giovani e meno giovani.
E’ anche questo, ma non solo.

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Banchi sponsorizzati

Leggo sulla stampa che la provincia di Barletta-Andria-Trani ha emesso un bando per il finanziamento con sponsorizzazione dei banchi di scuola di alcune scuole superiori.
Posso cercare di comprendere chi ha preso questa iniziativa, un tentativo di reperire fondi per fornire “strumenti” basilari per il diritto allo studio.
Forse la cosa non sarà neanche tanto negativa: se le offerte venissero da privati o da aziende che hanno interesse affinché personale qualificato sia formato. Ma mi viene da rabbrividire pensando che potrebbe succedere, ad esempio, che i nostri giovani trascorrano la giornata su banchi dove una targa ricorda che è dono di una famosa catena di fast-food…..

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La maggioranza di governo non esiste più

Lo ha detto Calderoli commentando le critiche di Fini alla decisione del governo di porre la fiducia sulla finanziaria:
«Dalla presidenza della Camera ci si attende l’applicazione e il rispetto dei regolamenti e della Carta Costituzionale e non certo valutazioni sul fatto se sia deprecabile o meno una richiesta di fiducia, la cui valutazione di merito spetta all’esecutivo, in quanto la richiesta di fiducia è finalizzata proprio a verificare il rapporto fiduciario intercorrente tra la maggioranza e l’esecutivo».

Non voglio certo entrare nel merito di chi spetta criticare o meno, ma sottolineare come, in assenza di qualsiasi ragione per l’apposizione della fiducia (vedi ostruzionismo o numero elevato di emendamenti ovvero maggioranza numerica risicata), il governo ponendo la fiducia abbia di fatto dichiarato che la sua stessa maggioranza politica (enorme nei numeri) non sia coesa e in grado di approvare senza stravolgimenti questa legge.

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Il posto fisso

Leggendo le notizie apparse ieri sui blog di informazione ho avuto un soprassalto; mi sono stropicciato gli occhi, pensavo di avere sbagliato link ed essere finito in un blog di satira.

La causa di tanto stupore sono state le dichiarazioni riportate di Giulio Tremonti relativamente al Posto Fisso.
In queste si sottolinea come la mobilità non sia di per se un valore e che il “posto fisso” offre la possibilità di pianificare e costruire la propria vita.

Dove il “posto fisso” crea stabilità e comunità, la precarietà crea disgregazione e insicurezza.

Non ho nulla di particolare da eccepire a queste dichiarazioni; Continue reading “Il posto fisso”

Il lodo Alfano

Non è mia intenzione entrare nel merito della sentenza della corte costituzionale o della legge bocciata.
Mi preme qui sottolineare come questo evento abbia evidenziato maggiormente alcuni motivazioni per le quali l’attuale primo ministro non è adatto alla carica che ricopre ed è un enorme problema per la convivenza sociale e politica.

Balza all’occhio come la reazione scomposta alla sentenza non possa essere, semplicemente, quella di un capo di governo che si veda bocciata una legge: questa bocciatura non impatta in nessun modo sull’azione del governo e sulla sua politica. La Repubblica Italiana ha vissuto per 60 anni senza tale scudo protettivo, può aspettare perciò, i tempi e i compromessi di una legge costituzionale (sempre che sia veramente utile una legge sull’immunità).

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